Come da tradizione, Papa Leone XIV oggi pomeriggio ha presieduto al Cimitero del Verano la Messa per la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. A concelebrare con il Pontefice il Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, il Vescovo Vicegerente Monsignor Renato Tarantelli Baccari e l’Arcivescovo Petar Raijc, Prefetto della Casa Pontificia.
Al suo arrivo al Verano, il Papa ha lasciato un mazzo di fiori su una tomba e si è raccolto qualche istante in preghiera silenziosa.
“Commemorare i fedeli defunti all’indomani della Solennità di tutti i Santi – ha osservato il Papa nell’omelia – orienta questa nostra preghiera. Ci rivolgiamo al Padre del cielo affinché la vita della santità e della beatitudine, che già godono tanti suoi figli e figlie, avvolga l’anima di quanti dormono il sonno della pace”.
Commentando il Vangelo delle Beatitudini, Papa Leone ha sottolineato che queste “sono come l’autoritratto di Gesù, che Lui stesso rende disponibile ai suoi discepoli. Le Beatitudini sono la via della vita piena e compiuta, già ora e per l’eternità. Quando noi le sentiamo proclamare nella Liturgia, è il Signore Risorto che ci parla. E questo annuncio di salvezza che sono le Beatitudini risuona con particolare forza spirituale in un cimitero, che è come una soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, tra l’esistenza terrena e l’oltre che ci attende”.
Il Papa ha poi assicurato di pregare “per quanti hanno perso da poco una persona cara; in particolare per coloro ai quali l’ha strappata l’assurda violenza della guerra. Possano le lacrime di tante madri, di tanti bambini, di tanti anziani toccare le coscienze di chi ha potere di far tacere le armi”.
“La fede in Cristo – ha concluso Leone XIV – ci dice che il nostro legame con i fedeli defunti non è interrotto, ma trasformato. Con la preghiera di suffragio accompagniamo i nostri cari verso la comunione piena con il Signore, quella comunione che realmente pregustiamo già qui, nel Sacramento dell’Eucaristia. Animati da questa fede piena di speranza, proseguiamo il nostro cammino terreno, in attesa del giorno in cui Egli asciugherà ogni lacrima, quando non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate”.






