Per la prima volta, un Papa assisterà all’esposizione della Santa Tunica, ovvero il capo d’abbigliamento portato da Cristo nella passione che è custodito ad Argenteuil, in Francia. La Tunica viene mostrata in ostensioni regolari ogni cinquanta anni o anche straordinarie – l’ultima nel 2023 – ma non ha mai viaggiato davanti a un Papa. Leone XIV potrà vederla il 25 settembre, quando sarà esposta al termine della veglia dei giovani allo Stade de France, nell’ambito dell’intenso programma di Leone XIV durante il viaggio in Francia.
Sono già 80 mila i giovani francesi che si sono iscritti per la Veglia di preghiera allo Stade de France, e secondo padre Guy-Emmanuel Cariot, ex rettore della Basilica di Argenteuil, Leone XIV è il primo Papa a vedere la Tunica dai tempi di San Pietro.
Forse è un’esagerazione, ma è vero che non c’era mai stata un’esposizione straordinaria della reliquia durante un viaggio papale e alla presenza di un pontefice. Succederà in questo viaggio, anche perché ci sono solo sei chilometri tra la Basilica di Argenteuil e lo Stade de France.
Sei chilometri che saranno percorsi dalla Tunica con grandissime misure di sicurezza, rese ancora più stringenti dal ricordo del furto della Tunica nel 1983, quando la reliquia scomparve per un paio di mesi. E così, il percorso della Tunica è tenuto riservato, mentre si sa che ci sarà sorveglianza da terra e dall’alto per garantire che il trasporto avvenga con discrezione e in condizioni di sicurezza ottimali.
La Tunica è custodita ad Argentueil da oltre 1200 anni, ed è una delle tante reliquie della Passione di Gesù che si trovano in Francia. La corona di spine è custodita nella cattedrale di Notre Dame a Parigi, mentre a Cahors si trova il Sacro Copricapo di Gesù.
Per quanto riguarda la Sacra Tunica, questa era citato nel libro di Gregorio di Tours Liber in Gloria Martyrum Beatorum (Libro in Gloria dei Martiri e dei Beati), risalente al VI secolo. Nel libro si sottolineava che la tunica inconsutile di Gesù era custodita a Galata, nella chiesa dedicata ai Santi Arcangeli, a 200 chilometri da Costantinopoli. La cronaca di Fredegario del VII secolo identifica la tunica invece a Zafad, non lontano da Gerusalemme.
La tunica passò poi nelle mani dell’imperatrice di Costantinopoli Irene, che la donò a Carlo Magno nell’800 in occaasione della sua incoronazione a primo imperatore del Sacro Romano Impero. A sua volta, Carlo Magno la donò al monastero di Argenteuil, di cui era badessa la figlia Teodorada. La Charta Hugonis del 1156 sottolinea che la tunica è da tempo nella basilica di Argenteuil.
Nel corso degli anni, la tunica fu nascosta per preservarla dai normanni e dagli ugonotti. Durante la Rivoluzione Francese, per farla sfuggire alla persecuzione anticlericale, l’abate Ozot, parroco di Argenteuil, la fece tagliare in pezzi e fatta nascondere. Fu infine ricomposta, ma alcune parti andarono perdute.
Altri pezzi della tunica si trovano in altri luoghi. Per esempio, c’è la cosiddetta “tunica di Treviri”, in Germania, che è presente nelle cronache sin dal 1072, e che sarebbe una delle reliquie prese da Santa Elena in Terrasanta. Tuttavia, di questa tunica non si è potuto definire l’origine e l’antichità, perché in cattive condizioni di conservazione e successive riparazioni.




