“A Gaza, Caritas Internationalis assiste a una situazione terribile in cui: 50 ostaggi sono ancora detenuti da Hamas; l’intera Striscia viene bombardata e rasa al suolo per liberarla e renderla inabitabile; centinaia di migliaia di palestinesi vengono massacrati: i dati ufficiali riportano solo i decessi accertati nelle strutture sanitarie,ma sappiamo che le vittime sono molte di più; la popolazione è ridotta alla fame, al punto da rischiare la carestia; i bambini vengono bombardati mentre aspettano di ricevere alimenti terapeutici”. Lo dice Caritas Internationalis che aggiunge:”La storia non perdonerà la barbarie e la complicità”.
“Giovedì 17 luglio, le forze israeliane hanno attaccato senza pietà la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, dove 600 civili avevano cercato rifugio e sicurezza e dove Caritas Gerusalemme stava fornendo assistenza umanitaria, compresa assistenza medica e psicologica”, afferma Caritas.
“Questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi spietati contro la popolazione civile di Gaza e contro coloro che cercano di aiutarla e di portare soccorsi umanitari. Ogni giorno decine di persone vengono uccise mentre fanno la fila per l’acqua e il cibo: provocando finora più di 750 morti e 5.000 feriti. Il cibo, l’acqua e altri beni di prima necessità vengono sistematicamente bloccati e distribuiti a livello puramente simbolico”.
“Le strutture mediche sono distrutte e sovraffollate – continua -, causando la morte di pazienti e personale medico, con diarrea e meningite dilaganti, per non parlare dei feriti di guerra.
Centinaia di operatori umanitari e giornalisti sono stati uccisi nell’adempimento del loro dovere. Il governo israeliano sta pianificando di evacuare con la forza l’intera popolazione di Gaza, composta da quasi 2 milioni di persone, e di trasferirla in un campo inesistente a Rafah, che Ehud Olmert, ex primo ministro israeliano, ha descritto come un potenziale ‘campo di concentramento’, parte di un piano di ‘pulizia etnica’.
Continuano ad aumentare la violenza e le espropriazioni in Cisgiordania, perpetrate dalla presenza illegale dei coloni con la connivenza delle forze di sicurezza israeliane”.
“Alla luce dello spirito che ci guida – afferma Caritas Internationalis -, Caritas Internationalis condanna con la massima fermezza tutti questi atti e omissioni. Essi rappresentano un palese disprezzo dei valori e dei principi fondamentali dell’umanità e violano chiaramente il diritto internazionale, il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, nonché numerose disposizioni di convenzioni specifiche delle Nazioni Unite, tra cui la Convenzione per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio”.
“Qualsiasi sostegno militare o coinvolgimento da parte di Stati terzi o entità private a favore dello Stato di Israele o qualsiasi azione che aiuti o favorisca la persecuzione della popolazione civile palestinese nella Striscia di Gaza o in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est- avverte -, può costituire complicità negli orrori che si stanno perpetrando oggi in Palestina”.
Foto: Ansa





