Papa Leone nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ha presieduto la messa nella Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense. La memoria liturgica della Dedicazione (Consacrazione) della Basilica Lateranense è celebrata in tutte le Chiese del mondo.
La prima Dedicazione è stata il 9 novembre 324 con l’intitolazione al Santissimo salvatore, una consacrazione che avvenne poco dopo l’editto di Costantino o di Milano del 313 che concedeva la libertà di culto. Altri titoli, aggiunti nel tempo, della Basilica sono San Giovanni Battista e san Giovanni Evangelista.
“È stata usata spesso, in questi anni, l’immagine del ‘cantiere’ perdescrivere il nostro cammino ecclesiale. È un’immagine bella, che parla di attività, creatività, impegno, ma anche di fatica, di problemi da risolvere, a volte complessi. Essa esprime lo sforzo reale, palpabile, con cui le nostre comunità crescono ogni giorno, nella condivisione dei carismi e sotto la guida dei Pastori”.
Lo dice papa Leone nell’omelia della messa celebrata a San Giovanni in Laterano. “La Chiesa di Roma, in particolare – aggiunge -, ne è testimone in questa fase attuativa del Sinodo in cui ciò che è maturato in anni di lavoro chiede di passare attraverso il confronto e la verifica ‘sul campo’. Ciò comporta un cammino in salita, ma non bisogna scoraggiarsi. È bene, invece – incoraggia papa Prevost -, continuare a lavorare, con fiducia, per crescere insieme”.
“Nella storia dell’edificio maestoso in cui ci troviamo non sono mancati momenti critici, soste,correzioni di progetti in corso d’opera – aggiunge -. Eppure, grazie alla tenacia di chi ci ha preceduto, possiamo radunarci in questo luogo meraviglioso. A Roma, pur con tanto sforzo, c’è un bene grande che cresce. Non lasciamo che la fatica ci impedisca di riconoscerlo e celebrarlo, per alimentare e rinnovare il nostro slancio”.
“Vorrei accennare a un aspetto essenziale della missione di una Cattedrale – ha affermato Prevost -: la liturgia. Essa è il ‘culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e la fonte da cui promana tutta la sua energia’”, ” la sua cura, pertanto, nel luogo della Sede di Pietro, dev’essere tale da potersi proporre ad esempio per tutto il popolo di Dio, nel rispetto delle norme, nell’attenzione alle diverse sensibilità di chi partecipa, secondo il principio di una sapiente inculturazione e al tempo stesso nella fedeltà a quello stile di solenne sobrietà tipico della tradizione romana, che tanto bene può fare alle anime di chi vi partecipa attivamente”.
“Si ponga ogni attenzione – ha quindi richiesto il Papa – affinché qui la bellezza semplice dei riti possa esprimere il valore del culto per la crescita armonica di tutto il Corpo del Signore”, ” mi auguro che chi si accosta all’Altare della Cattedrale di Roma possa poi partire pieno di quella grazia con cui il Signore vuole inondare il mondo”.
“Nel lavorare con ogni impegno al servizio del Regno di Dio non siamo frettolosi e superficiali: scaviamo a fondo, liberi dai criteri del mondo, che troppo spesso pretende risultati immediati, perché non conosce la sapienza dell’attesa”. E’ un altro passaggio dell’omelia di Papa Leone nella messa celebrata a San Giovanni in Laterano.
“La storia millenaria della Chiesa – afferma ancora dopo aver rievocato come una metafora la storia accidentata ma lunga della basilica lateranense tra distruzioni e ricostruzioni – ci insegna che solo con umiltà e pazienza si può costruire, una vera comunità di fede, capace di diffondere carità, di favorire la missione, di annunciare, di celebrare e di servire quel Magistero apostolico di cui questo Tempio è la prima sede”.
Foto: Vatican Media





