Nel 135° anniversario della “Rerum novarum”, il Pontefice riflette nella sua prima enciclica, “Magnifica humanitas”, sulla Dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’appello a custodire “una magnifica umanità abitata da Dio”, promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Nell’era digitale, occorre disarmare l’IA e superare la teoria della “guerra giusta”, rilanciando dialogo e multilateralismo. È un testo che in 231 pagine e cinque capitoli, più introduzione e conclusione, affronta i travagli della «quarta rivoluzione industriale», dalla rivoluzione digitale alle guerre, con una preoccupazione essenziale: «Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani»
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Per la prima volta nella storia, un Papa è intervenuto alla presentazione della sua enciclica. “Non dobbiamo temere l’intelligenza artificiale, ma tenere costantemente in gioco la questione dell’umano”, ha spiegato il Papa in inglese.





