”Tante volte, le fragilità e gli errori dei cristiani, insieme a tanti luoghi comuni e pregiudizi, ci impediscono di cogliere la ricchezza del mistero della Chiesa”. Lo ha detto il Papa affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico prima di guidare l’Angelus. ”La sua santità, infatti, – ha ricordato Leone XIV citando l’introduzione al cristianesimo di Ratzinger – non risiede nei nostri meriti, ma nel ‘dono del Signore, mai ritrattato ‘, che continua a scegliere ‘come contenitore della sua presenza, con amore paradossale, anche e proprio le sporche mani degli uomini”’. ”Noi siamo la Chiesa di Cristo, il Suo corpo, le sue membra chiamate a diffondere nel mondo il Suo Vangelo di misericordia, di consolazione e di pace, attraverso quel culto spirituale che deve risplendere anzitutto nella nostra testimonianza di vita”, ha sottolineato Prevost.
“Esprimo il mio vivo apprezzamento per quanti ad ogni livello si stanno impegnando a costruire la pace nelle diverse regioni segnate dalla guerra”, ha detto ancora il Papa.” Nei giorni scorsi abbiamo pregato per i defunti e tra questi ce ne sono tanti uccisi nei combattimenti e nei bombardamenti, benché fossero civili, bambini, anziani, ammalati. Se si vuole onorare la loro memoria si cessi il fuoco e si metta ogni impegno nelle trattative”, ha concluso Leone XIV.
Foto: Vatican Media






