Il Papa indica ai 600mila giovani radunati in Plaza de Lima per la veglia di preghiera nel corso della sua visita in Spagna, tre figure di santi come modelli tra cui San Turibio da Mogrovejo, “anch’egli spagnolo”.
Nel XVI secolo – afferma – fu missionario in Perù, dove si dedicò con grande zelo all’evangelizzazione degli Indios, studiando le lingue locali. San Turibio unì un’intensa vita di preghiera all’impegno per la giustizia, soprattutto contro i soprusi coloniali e la corruzione. Perciò è per me un modello di dedizione al popolo, specialmente ai più poveri”.
“Davanti al vuoto dell’indifferenza e del qualunquismo, davanti alla violenza della guerra e della menzogna, siate voi scintilla di un’umanità nuova. La missione che vi affido è proprio questa: essere umani. Sì, siate umani! Uomini e donne in carne e ossa. Non apparenze, ma volti affidabili”.
E’ la speciale missione cui papa Leone ha chiamato i giovani, almeno 600mila, che stasera a Madrid partecipano alla veglia di preghiera in Plaza de Lima, nel pieno centro. “Siate persone che cercano la giustizia – li ha incoraggiati Prevost – perché ne hanno fame, come del pane quotidiano, persone che desiderano una vita onesta e retta”.”Non abbiate paura di pensare anche alla vocazione!”.
Migliaia di giovani, circa 500mila, sono stati a Plaza de Lima, accanto allo stadio Santiago Bernabeu, per la grande veglia di preghiera con Papa Leone XIV è culminata con un dialogo tra il pontefice e i ragazzi arrivati da tutta la Spagna.
L’atmosfera è stata quella di un festival: bandiere, anche quelle vaticane, cori, striscioni e musica dal vivo accompagnano l’attesa del Papa. Sul palco, con sullo sfondo la grande scritta ‘Bienvenido Papa Leon’ e la foto del pontefice, si sono susseguiti artisti come la ‘cantaora’ Nina Pastori – che 23 anni fa si era già esibita davanti Giovanni Paolo II – Hakuna, Siloé, Besmaya, Baret, con i cori gospel alternati alle preghiere, in un evento che unisce fede e linguaggi delle nuove generazioni.
“Sono arrivate parole di speranza e un dialogo concreto sul nostro futuro,”, racconta Marta, studentessa di 22 anni venuta da Valencia. “In tutta questa confusione dei tempi complicati che viviamo, sentire dal vivo il Papa è stata un’occasione speciale”.
“Come ha detto Leone a Roma durante il Giubileo dei giovani, noi siamo l’humus del mondo e il sale della terra, essendo guide e intercessione per avvicinarci agli altri in Cristo”, fa eco Marimar, venuta con i compagni della diocesi di Corboba.
Tra i più numerosi, ci sono stati anche gruppi di agostiniani provenienti da Argentina, Brasile, Venezuela e Messico, emozionati per l’incontro con il primo Papa della loro famiglia religiosa.
“E’ un pontefice che parla al mondio di oggi”, dice David, novizio argentino. “Credo che il suo messaggio sulla comunità e sull’incontro risponda a un bisogno profondo dei giovani”.
Sul palco sono risuonate musica e testimonianze, nella piazza si sono alzati cori spontanei: “PapaLeon, te queremos”, Papa Leone, ti vogliamo bene”.






