Il Papa ha un’agenda molto fitta ogni giorno che richiede sostegno e assistenza permanente. Aleteia lo analizza in questa puntata, in cui fa per i nostri lettori un’analisi della cerchia di sostegno più stretta con cui ha Sua Santità, Leone XIV.
Ci sono almeno tre persone che sono con lui, letteralmente 24 ore al giorno, fornendogli un eccezionale supporto logistico. Fanno parte della cosiddetta famiglia pontificia e si completano a vicenda nelle loro funzioni, anche se con responsabilità e ruoli diversi.
In effetti, il Santo Padre ha due segretari privati e un religioso che, nella pratica, fa squadra indiretta con loro, in una perfetta sincronia di fratellanza. I tre sono sacerdoti, con diverse formazioni che si arricchiscono a vicenda nel loro lavoro quotidiano.
In essi si trova la fusione di tre visioni e tre continenti, ma una stessa missione: il servizio a Dio, per mezzo del servizio umile, attento e preciso al Vicario di Cristo. Sono i tre cosiddetti “Angeli di Papa Leone XIV”: don Edgard, don Marco e don Edward.
I segretari privati del Papa
1 – EDGARD IVÁN RIMAYCUNA
Fu il primo segretario privato nominato da Papa Leone. Era il suo segretario nella diocesi di Chiclayo (Perù). Lo accompagnò a Roma nel 2023, essendo prefetto del Dicastero per i vescovi, prima che Papa Francesco lo nomasse cardinale.
Questo sacerdote chiclayano è trattato come monsignore, perché il Papa lo ha nominato Cappellano di Sua Santità nel novembre 2025. Un titolo onorifico quando lo incorpora ufficialmente nella Famiglia Pontificia. Un gesto che riconosce il suo speciale lavoro come segretario del pontefice.
È il più giovane del gruppo, ma anche di cui il Papa ha più fiducia, per aver condiviso più tempo di lavoro. Ha 36 anni, è sacerdote e ha una laurea in Sacra Scrittura (Biblista), laureato presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma.
2 – MARCO BILLERI
Il secondo segretario personale di Papa Leone. È stato nominato nel settembre 2025. Con esso si incorpora il secondo continente, l’Europa, poiché è nato e formato in Italia. Ha 42 anni. È sacerdote, dopo il suo ordinamento un decennio fa, nel 2016.
Accademicamente brillante, ha un profilo eccezionale, poiché ha studiato Ingegneria Informatica, anche se se ne parla molto poco. Inoltre, è Dottore in Diritto Canonico, come il Santo Padre. Hanno collaborato strettamente in ambito giuridico ed ecclesiastico in Italia.
Ha agito come giudice del Tribunale Ecclesiastico della Toscana. Ha anche lavorato come vicario nella parrocchia dei Santi Stefano e Martino a San Miniato Basso. Molto amato dai suoi ex compagni sacerdoti, è riconosciuto come umile, silenzioso ed efficace.
3 – FRAY EDWARD DANIANG DALENG

Completa la squadra un personaggio dal profilo molto speciale. Oltre ad essere un sacerdote, è religioso. Come il Papa, è agostinano. Entrambi appartengono all’Ordine di Sant’Agostino (OSA). E proviene dal continente con la più alta fertilità cattolica demografica e vocazionale: l’Africa.
È frate Edward Daniang Daleng, nato in Nigeria.
Oltre al talento con le lingue che dimostrano i suoi compagni, padroneggia l’inglese, l’italiano, il francese e l’igbo. Ha lavorato con monsignor Prevost prima che diventasse Papa, quando era Priore Generale degli Agostini.
A testo accademico, è eccezionale. Oltre ad essere un sacerdote, ha conseguito un dottorato in teologia sistematica presso l’Università Cattolica Australiana e anche un dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma nel 2021.
Servitori di Dio a tempo pieno!
Anche se fra Edward non è un segretario papale, ma ha una posizione diversa e specifica, come vice reggente della Prefettura della Casa Pontificia, in modo operativo svolgono funzioni quotidiane simili. Infatti, si sostengono e si completano in modo permanente.
I tre sono presenti nella gestione delle udienze, sia in generale che in quelle private. Inoltre, per volere del Papa, è il caro frate africano che riceve e conduce con il Santo Padre monarchi, autorità internazionali e capi di Stato.
Lavorano in linea con la Segreteria di Stato della Santa Sede, la struttura che integra la collaborazione più diretta con il Santo Padre. Funzionano come un ingranaggio millimetrico che include l’assistenza logistica e il rigoroso protocollo che il Vaticano mostra quotidianamente.
Perché li chiamano “Angeli del Papa”?
I tre collaboratori diretti di Leone XIV hanno qualcosa in più in comune e che è di notevole importanza: una straordinaria umiltà. E di solito appaiono come sollevati, invisibili o semplicemente inesistenti, nonostante siano pezzi fondamentali.
Il motivo è semplice: servono il Vicario di Cristo, in quanto Successore di Pietro, perché in questo modo compiono la loro missione di amore e dedizione assoluta a Dio. E sono affettuosamente conosciuti come gli Angeli del Papa, a causa della particolarità del loro servizio speciale.
In effetti, gli angeli sono esseri speciali. Tuttavia, la parola “angelo” deriva dal greco angelos e dall’ebraico mal’akh. In entrambi i casi, il termine si riferisce a una funzione di invio che ha come significato quello di “messaggero”. Ma non uno qualsiasi, ma un messaggero di Dio.
Tuttavia, esiste una distinzione teologica molto rilevante. Il termine angelo non definisce ciò che sono, ma ciò che fanno. Sant’Agostino, un Dottore della Chiesa particolarmente amato da Papa Leone XIV, lo riassume così: “Angelo è il nome del suo mestiere, non della sua natura”.
Inoltre, hanno un compito specifico di custodi del Santo Padre svolgendo un servizio di protezione e protezione attiva. In questo contesto, ricordiamo con affetto ciò che esprime il Salmo 91: “Ordinerà ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie”. (Aleteia.org).






