Il Papa in visita nella parrocchia di Ponte Mammolo, periferia romana come primo atto ha salutato i malati. Il Papa ha mandato un saluto alle persone che nelle case attigue stanno seguendo la visita dai balconi: ”Un saluto speciale a chi sta ai balconi, grazie anche a voi. Tutti sono chiamati , invitati, anche se non e’ possibile entrare per il numero limitato. In Gesù Cristo c’è’ salvezza”.
‘Possiamo essere segni di speranza in un mondo dove non se ne trovano più ”, ha detto Leone nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, nella periferia romana. ”Voi avete creato una comunità che sa accogliere in un mondo dove il dolore e le difficoltà sono tanto grandi”.
Il Papa, prima di presiedere la messa a Ponte Mammolo, ha incontrato disabili e ammalati e ha citato le ”porte aperte che accolgano tutti”. Il vicario di Roma, card. Baldo Reina ha raccontato al Pontefice di un centinaio di realtà parrocchiali a Roma che fanno un servizio per gli stranieri per aiutare ad integrarsi. Il Pontefice ha sottolineato il ”grande valore di questo gesto”. Quindi ha stigmatizzato ”l’ atteggiamento di chiudere le porte e di dire ‘basta così’. Il Vangelo ci invita ad uno spirito diverso, quello dell’accoglienza ”.
“Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa nella parrocchia di Ponte Mammolo.
”Superare i pregiudizi di chi, di fronte a un uomo che soffre, vede solo un reietto da disprezzare, oppure un problema da evitare, richiudendosi nella torre blindata di un individualismo egoista”, ha detto ancora il Papa. ”Tante volte- ha detto Leone – si sentono dire frasi del tipo: ”Finché le cose andavano bene, erano tanti gli amici; nel momento della prova, però, molti se ne sono andati, sono spariti!”. Gesù non fa così: guarda il cieco con amore, non come un essere inferiore o una presenza fastidiosa, ma come una persona cara e bisognosa di aiuto. Così il loro incontro diventa un’occasione perché in tutti si manifesti l’opera di Dio”.
Foto: Vatican media





