Come ogni martedì torna la rubrica dedicata alla figura di Tommaso da Olera, il frate cappuccino vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento e proclamato Beato nel 2013. Il testo è tratto da “Tommaso da Olera, saggezza umana e sapienza divina” a cura di Clemente Fillarini, Messaggero di Sant’Antonio Editrice.
La riflessione di oggi
Fu ricevuta questa gran donna [Maria] dalla santissima Trinità, dai nove cori degli angioli e da tutto il cielo. O Dio, e chi potrà già mai raccontare gli applausi, le glorie, le grandezze, i canti, le musiche che tutto il cielo faceva? (I 306).
Tante sono le forme di musica: da quelle soavi e gradevoli all’orecchio, classiche in particolare, alle tante canzoni armoniose… fino a quei colpi assordanti che trapassano i finestrini di certe auto. Nello stesso gruppo familiare o di amici si può trovare chi preferisce un genere e chi un altro. Nei suoi Scritti, fra Tommaso pensa soprattutto alle musiche paradisiache della chiesa trionfante e quelle nostre, chiesa militante, che concorrono come a gara per lodare Dio [→ Armonia].
All’ascensione di Gesù: «Oh che giubilo sentivano quelle felici anime [Maria e gli apostoli] nel veder il loro caro maestro accompagnato da tanta moltitudine di santi e angioli che rilucevano come tanti soli! Sentivano quelle musiche, quei canti che tutta l’aria intonavano» (I 282); e poi: «Essendo nostro Signore asceso al cielo, contempla, anima devota, con che pompa fu ricevuto dall’eterno Dio […] accompagnato da tutto il cielo con canti e musiche che intonavano i cieli e l’aria stessa» (I 282-283). «Vattene [o eretico] nei duomi, chiese cattedrali e in altre chiese collegiate, e sta’ attento: osserva i riti, cerimonie, sacrifici, uffici divini, musiche, e vedrai che la chiesa militante concorre con la trionfante in lodar e onorar Dio» (III 101).
«La serafica Maddalena era levata sette volte il giorno dagli angioli a sentir le lodi, le musiche del cielo» (II 201); e Dio dice quali sono: «Cantano cantici nuovi in lode mia, e di se stessi cantano lodi basse, vili, conoscendo il tutto da me, perfetto musico e organista» (II 358). Per il servo di Dio «Le campane, quando suonano, lo sollevano nelle divine laudi; i suoni delle musiche, il canto degli uccelli, tutti gli sono materia di sollevarsi in Dio» (II 472). «Gli ordini dei religiosi sono come tanti cori musicali, i quali uniti tutt’insieme in un solo corpo fanno riuscire la musica più ripiena e intonante, i quali con armoniosi concerti non fanno altro, giorno e notte, che cantare lodi a Dio […]. Laonde con tante diversità di religioni si compone una perfetta melodia, facendo ciascheduna la sua parte: questa il canto, quella il contralto, quella il tenore e l’altra il basso, e nondimeno è una sola musica e un solo concerto» (III 214). «Vi sono visioni pur intellettuali, ma in queste bisogna essere cauti […]: nella mente vedranno cose grandi di Dio e parerà di veder angioli, santi e altre cose simili, come canti, musiche tante e tali che sormontano ogni capacità umana» (II 250).





