Siamo a Saurimo, città nel nord est dell’Angola, situata a circa 945 km dalla capitale Luanda. Situata nella regione di Lunda, Saurimo è nota come centro principale dell’Angola per l’estrazione di diamanti, di cui l’Angola è ricca. In questa città stamane si concentreranno i primi due appuntamenti della terza giornata angolana di Papa Leone XIV.
Appena giunto a Saurimo, il Papa si è recato a visitare la Casa di riposo per anziani della città. Leone XIV ricalca un gesto che ha già compiuto a Castel Gandolfo la scorsa estate e anche durante questo viaggio apostolico in Africa, con la visita alla casa per anziani gestita dalle Piccole Sorelle dei Poveri, ad Annaba, in Algeria.
La visita alla casa di accoglienza per anziani è un momento di grande conforto e vicinanza del Papa alla popolazione angolana. Gli anziani sono un tema particolare per l’Angola, spesso davvero ai margini del paese. Il Papa viene accolto dalla Direttrice della struttura e da un rappresentante del Ministro della Salute, che lo accompagnano nel cortile della Casa, dove sono presenti gli assistiti e gli operatori della struttura.
Il Lar accoglie 62 anziani, 26 uomini e 36 donne. “Questa Casa rappresenta per noi un luogo di salvezza delle nostre vite, poiché eravamo esposti a ogni tipo di vulnerabilità a causa dell’abbandono familiare”, ha detto la Direttrice al Papa.
Il Governo angolano, attraverso il Governo della Provincia della Lunda-Sul, ha costruito questa infrastruttura che serve da rifugio agli anziani maltrattati e disprezzati dalla famiglia, molti dei quali accusati di stregoneria.
Il Papa ha esordito nel suo breve saluto ringraziando i presenti per l’accoglienza “così piena di fede che mi tocca il cuore, ed è di grande conforto per la mia missione”.
“La Vostra presenza in mezzo a questa Casa è una benedizione di Dio, poiché non tutti i popoli, e in particolare la popolazione anziana, hanno la grazia di incontrare l’inviato del Signore. La visita del Santo Padre è per noi motivo di grande gioia e accresce la nostra speranza di vita”, così ha confidato un anziano della Struttura davanti al Papa.
“Mi ha colpito sentire che voi chiamate questo luogo “lar” – ha sottolineato Papa Leone – che parla di famiglia. Ringrazio Dio per questo, e spero che tutti voi possiate davvero vivere qui in un ambiente familiare, per quanto possibile”.
“Gesù – ha ricordato – amava stare a casa dei suoi amici. Allora mi piace pensare che Gesù abita anche qui, in questa casa. Lui dimora in mezzo a voi ogni volta che cercate di volervi bene e di aiutarvi a vicenda come fratelli e sorelle. Ogni volta che, dopo un’incomprensione o una piccola offesa, sapete perdonarvi e riconciliarvi. Ogni volta che, alcuni di voi o tutti insieme, pregate con semplicità e umiltà”.
“La cura delle persone fragili – ha concluso – è un segno molto importante della qualità della vita sociale di un Paese. E non dimentichiamo: le persone anziane non vanno solo assistite, vanno prima di tutto ascoltate, perché custodiscono la saggezza di un popolo. E dobbiamo loro riconoscenza, perché hanno affrontato grandi difficoltà per il bene della comunità”.
Conclusa la visita alla casa di riposo, Papa Leone raggiunge la spianata di Saurimo per la celebrazione della Messa. Saurimo, eretta come diocesi da Papa Paolo VI nel 1975, è stata successivamente elevata al rango di Arcidiocesi da Papa Benedetto XVI, due anni dopo il suo viaggio apostolico in Angola nel marzo 2009.






