“La Trinità ci fa amare tutto e tutti: scopriamo che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro. E, per contrasto, comprendiamo perché le divisioni, le polarizzazioni, il disprezzo delle diversità portano nel mondo distruzione, tristezza e aridità”. Così Leone XIV commenta la festa liturgica di oggi appunto dedicata alla Trinità.
Nella parole prima della recita della preghiera mariana dell’ Angelus dalla finestra del suo studio in Piazza San Pietro, il Papa commenta le letture di oggi parlando di Nicodemo che faceva parte del Sinedrio d’Israele e “Quando nel Sinedrio sentì parole di disprezzo verso Gesù, invitò tutti ad ascoltarlo prima di condannarlo. Aveva ricevuto da Dio, attraverso Cristo stesso, lo Spirito della comunione, che apre il cuore alla nuova verità e alla vera novità. Chi non accoglie questo Spirito invecchia presto, nel lamento; si trova solo, non ha mai l’animo in festa”. A Nicodemo Gesù “lasciò intuire che la vita di Dio avrebbe potuto trasformare la sua vita”.
Un cammino del percorso Pasquale spiega il Papa che ci fa comprendere che “la vita di Dio che si è donata a noi in Gesù Cristo. Questa vita è una comunione dinamica, inesauribile, feconda, che ora ci coinvolge: lo Spirito che lega il Padre e il Figlio è stato infatti riversato nei nostri cuori, così che nel mondo prende forma la Chiesa, sacramento di comunione, spazio di incontro, di amore e di vita in cui cielo e terra già si toccano”.
E allora ecco la festa di oggi, perché “la festa di Dio è la nostra festa”.
Dopo la preghiera il Papa ha ricordato che nel “mese di maggio, da tutta la Chiesa, si è elevata una corale invocazione di pace, specialmente attraverso la preghiera del Santo Rosario, come una catena ininterrotta affidato all’intercessione della Vergine Maria ai popoli martoriati dalla guerra. Possa la Divina Sapienza illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera di una pace giusta e duratura”.
Un pensiero per la venticinquesima Giornata del Sollievo: “Sono vicino alle persone malate e a quanti se ne prendono cura. Ringrazio e incoraggio tutti coloro che diffondono la cultura della prossimità e della cura”.
Tra i gruppi presenti anche i partecipanti al grande pellegrinaggio al santuario di Piecari dove Maria è venerata come Madre della Giustizia sociale.





