La speranza nella risurrezione e la comunione dei santi. Sono le due verità “che illuminano il nostro suffragio”. Papa Leone XIV lo ha ricordato nella omelia Santa Messa in suffragio dei Cardinali e dei Vescovi defunti nel corso dell’anno.
Un appuntamento consueto per i pontefici. La lista dei nomi si legge nelle prime pagine del Libretto della Celebrazione e con una riflessione sul tema del servizio. Perché, dice il Papa “chi segue Cristo, infatti, diventa suo servitore e sarà sempre là dov’è Lui, proprio perché ne ha seguito la strada”. La celebrazione si è svolta all’ Altare della Cattedra in latino.
Dalla prima lettura della liturgia il Papa prende spunto per parlare della speranza della resurrezione, tema presente già nell’ Antico Testamento e dice: “ ricordare i nostri fratelli defunti all’altare del Signore, infatti, si fonda sulla promessa che la nostra vita, in Cristo, non va perduta perché è stata redenta”.
E del resto “se infatti, come sottolinea la Scrittura, non ci fosse la risurrezione, sarebbevano pregare per i morti”. Per cui “pregare in suffragio dei defunti significa celebrare la vita! Anzitutto la vita risorta di Cristo Signore, e per grazia sua la nostra, che in Lui risorge. Il sacrificio eucaristico è il memoriale della sua Pasqua, mediante la quale ci ha salvati donando sé stesso per noi. Non lasciamo, dunque, che il ricordo dei defunti si riduca a mera nostalgia: nella fede meditiamo sul mistero della morte senza paura, perché il Signore è vivo, ci attende e ha già preparato un posto per noi nella casa del Padre suo”.
Un atto di affidamento che è speranza nella comunione dei santi. “Quando preghiamo per i defunti,- spiega il Papa- infatti, lo facciamo non soltanto per loro, ma anche con loro, coinvolti in una reciprocità che lo Spirito Santo vivifica nei nostri cuori. La Chiesa è mistero di comunione tra Cristo, il capo, e noi, sue membra: da Lui riceviamo la vita. Questa comunione unisce gli spiriti beati che già contemplano il volto di Dio e tutti coloro che, in cielo o in terra, sono in cammino verso la meta luminosa”.
E per questo il Papa conclude: “in Cristo la morte non scioglie i legami, ma li trasfigura in una nuova dimensione, che si comprende soltanto nel mistero del suo amore donato fino alla fine sulla croce ed effuso dopo la vittoria pasquale. Accogliendo, dunque, nella santa Eucaristia, la carità del Signore Risorto, custodiamo e coltiviamo sempre nel nostro cammino questa comunione, perché quando verrà la nostra ora possiamo anche noi ricevere il suffragio dei fratelli pellegrini e godere con tutti i santi la gioia della patria celeste”.





