Due ore esatte di monologo per tratteggiare il ritratto di Pietro, l’uomo, il pescatore, l’apostolo spinto dal vento dell’amore a testimoniare l’amicizia per Gesù e la fede, tra momenti esaltanti, errori, cadute: Pietro. Un Uomo nel Vento, la nuova sfida di Roberto Benigni in prima serata su Rai1, ha sfiorato i 4 milioni di telespettatori (3 milioni 968mila), raccogliendo il 24,4% di share, con picchi di ascolto vicini ai 5 milioni e superiori al 27%.
Una scommessa vinta per l’Ad Rai Giampaolo Rossi: “Anche ieri la Rai ha saputo imporre con la sua funzione culturale un’importante pagina di servizio pubblico. Il racconto di Pietro fatto da Roberto Benigni è stato un grande viaggio spirituale, percorso laicamente, nella figura cardine della Chiesa. Un racconto ispirato e di grande spessore”. Un grazie speciale al premio Oscar arriva anche dal Vaticano, nelle parole del prefetto del dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, “per il suo monologo straordinario, sorprendente, commovente”, che ha permesso a quasi 4 milioni di italiani “di rivivere la bellezza di una storia universale e della televisione come strumento di cultura”. Alcuni estratti erano stati presentati anche a Leone XIV (“Che bello, parla di amore”, il commento del pontefice).
Anche se ieri sera per l’emozione Benigni, presentando la serata dal Tg1, ha ringraziato “papa Francesco“. Di “autentico orgoglio” parla Simona Ercolani, amministratrice delegata e direttrice creativa di Stand by me, che ha coprodotto lo speciale con Vatican Media e Fremantle.
L’ultimo show evento di Benigni in tv era dello scorso 19 marzo, quando 4,4 milioni di spettatori, pari al 28,1%, hanno seguito Il Sogno, il monologo dedicato all’Europa unita nata dal Manifesto di Ventotene, proprio in quei giorni finito nel mirino della premier Giorgia Meloni. Ma era un show diverso, meno spirituale e più legato all’attualità. Qualche settimana prima, il 14 febbraio, il premio Oscar era tornato a Sanremo, esprimendo tra l’altro solidarietà a Mattarella, nel giorno dell’affondo di Mosca contro il capo dello Stato: eccezionale il risultato della serata del festival, 13,6 milioni e il 70,8%.
Sul palco dell’Ariston, evento tv per eccellenza, le performance di Benigni hanno sempre lasciato il segno. Nel 2023 ha elevato il suo inno alla Costituzione, alla libertà e alla pace: sul palco d’onore Mattarella, davanti alla tv oltre 14 milioni di spettatori per la prima parte della serata del festival. Tre anni prima, nel 2020, l’attore e regista ha portato al festival l’esegesi del Cantico dei Cantici: l’ascolto della serata è stato di 9,8 milioni con il 54,5%. L’ingresso più spettacolare sul palco resta quello del 2011, su un cavallo bianco, con la bandiera tricolore: l’occasione, i 150 anni dell’Unità, con cui Benigni ha proposto a modo suo l’esegesi dell’Inno di Mameli. Risultato, oltre 15,3 milioni.
Sanremo, ma non solo. Il 29 novembre 2007 con il suo speciale Il V dell’Inferno, sempre su Rai1, il premio Oscar raccolse oltre 10 milioni di spettatori con il il 35,68%: un ideale bis di quell’Ultimo del Paradiso che il 23 dicembre 2002 aveva ottenuto ben 12,7 milioni con il 45,48%. Ma era un’altra era televisiva, in un panorama tv decisamente diverso e con meno concorrenza. Nel 2012 il regalo di Natale fu La più bella del mondo, la serata evento sulla Costituzione, che incollò a Rai1 12,6 milioni di spettatori e il 44% di share. Nel 2014 le due serate sui Dieci Comandamenti hanno ottenuto rispettivamente 9,1 milioni con il 33% e 10,3 milioni con il 38,3%.






