Papa Leone XIV torna a recitare l’Angelus dalla finestra del suo nel Palazzo Apostolico Vaticano in Piazza San Pietro. Dopo una pausa estiva a Castel Gandolfo il Papa è tornato a salutare i fedeli e i pellegrini di Roma. “Quando ascoltiamo il Vangelo, sentiamo spesso raccontare dei segni compiuti da Gesù: sono gesti che manifestano la sua speciale dedizione per noi, cioè la salvezza che Egli porta nel mondo. Il Signore viene ricordato come Colui che dà senso alla vita, liberandola dal male e dal peccato”, dice subito il Papa commentando il Vangelo odierno.
“Il Vangelo di quest’oggi testimonia che Gesù non si limita a dare i sensi a chi ne manca, ma dà gusto ai nostri sensi. Al sordo, che torna a sentire, il Signore rivolge la Buona Novella da ascoltare; al cieco, che torna a vedere, mostra la splendida opera della redenzione che si compie per lui. Allo stesso modo, Gesù dona a chi ha fame il cibo da mangiare: l’episodio della moltiplicazione dei pani significa che l’incontro col Signore è un’esperienza nutriente”, dice il Pontefice.
“Carissimi, Cristo sazia davvero la fame dell’umanità, la nostra fame di verità e di vita. Al contempo, il suo gesto ci insegna che nulla va sprecato, quando viene condiviso. L’accumulo e lo scarto, invece, sono due lati di uno stesso male: l’ingordigia. Questa malattia dell’animo fa perdere i sensi perché ubriaca di ricchezze, al punto da dimenticare coloro che piangono per fame e gridano per sete. E così, davanti all’opulenza delle cose che marciscono, stanno le mani tese di chi non ha mensa, le case bruciate di chi non ha pace”, continua il Papa.
“In questo miracolo della carità riconosciamo le azioni tipiche di Gesù, che trovano nell’Ultima Cena il loro culmine. Allora, infatti, il Figlio di Dio ci consegna la sua stessa vita come nostro fratello in umanità. Mentre gustiamo la grazia dell’Eucaristia, impegniamoci a testimoniare la sua bellezza nei nostri gesti quotidiani, a cominciare dalla benedizione della tavola, quando condividiamo il pane in famiglia e tra amici. In compagnia di Gesù, anche le vacanze possono diventare tempo di fraterna serenità, coinvolgendo chi, accanto a noi, è nel bisogno”, dice il Papa prima di recitare la preghiera dell’Angelus.
Subito dopo il Papa passa ai consueti saluti e appelli. La prima parte è un appello in spagnolo in cui il Pontefice dichiara che “segue con preoccupazione l’allarmante situazione” in Spagna e Africa e che si possano “incontrare soluzione e stabilità e giustizia”. “Continuiamo a pregare per la pace perché nel mondo cessino le guerre e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti, ricordiamo le vittime, soprattutto i deboli e i difesi, il Signore conforti coloro che soffrono e benedica l’opera di chi porta aiuto e consolazione”, dice il Papa.
Poi un pensiero al Perdono di Assisi che si svolge in questi giorni. “Ringraziamo il Signore per tale grande dono e facciamone tesoro soprattutto nell’Ottavo centenario del Transito.”




