“Sono venuto senza discorso, però con fame. Fame di giustizia, fame di autentica carità, con fame per una chiesa che veramente sa aprire le porte e accogliere, ricevere tutti, dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono e la pace”. Lo ha detto Papa Leone XIV intervenendo all’evento “A pranzo con il Papa”, una giornata di accoglienza e fraternità a Borgo Laudato si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo.
“Sapete molto bene – ha aggiunto – che il Papa ha come titolo fra i diversi che ha, quello di pontefice, costruttore di ponti. Noi oggi vorremmo anche fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere, ma vivere con giustizia, vivere dove si possono eliminare le cause della povertà, dove si possono eliminare le cause delle ingiustizie che ancora esistono nel nostro mondo. Questa è la chiesa che vogliamo essere e io ringrazio tutti voi e i responsabili per aver organizzato questo bellissimo pranzo. Quando ci troviamo insieme, quando viviamo questo spirito di incontro tutti insieme alla mensa, l’unica mensa dove Gesù è anche presente con noi, stiamo veramente costruendo un mondo diverso, un mondo di speranza. Cerchiamo di essere sempre questa esperienza di chiesa di giustizia, di pace, di amore”.
Prima del Papa aveva preso la parola il Cardinale Fabio Baggio, prossimo Pro-Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
“In un tempo in cui la cultura dello scarto rischia di relegare i margini di tante persone, questo luogo – ha detto il porporato – desidera essere un piccolo segno di speranza. Qui vogliamo ricordare con la nostra vita prima che con le nostre parole che nessuno è superfluo agli occhi di Dio e che ogni persona è un dono per tutta la comunità”.
“Gesù ci consegna una missione che continua a risuonare nel cuore della chiesa: come il Padre ha mandato me anch’io mando voi: è un invito – ha detto invece il Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma – a non rimanere fermi, a non attendere che gli altri vengano a noi, ma ad avere il coraggio di uscire, di attraversare le strade della città ,di essere chiesa in uscita che non teme di consumare le proprie energie per incontrare le persone, soprattutto quelle più fragili laddove vivono. Penso alle nostre parrocchie, alla Caritas diocesana e a quelle parrocchiali, alle comunità religiose, alle mense, agli ostelli, ai centri di ascolto, alle case famiglia, agli ospedali, alle associazioni e ai tanti volontari che ogni giorno spesso lontano dai riflettori si fanno prossimi a chi è più fragile. Sono uomini e donne che vivono il Vangelo con discrezione lavando i piedi ai fratelli alle sorelle, con i gesti semplici della cura, dell’accoglienza, dell’accompagnamento e della condivisione”.
“Non siamo qui soltanto per ammirare un patrimonio naturale e di straordinaria bellezza, ma per vivere un’esperienza più profonda mettere al centro i più vulnerabili, vero tesoro e cuore pulsante della chiesa. Non può esistere una vera ecologia senza un’autentica attenzione agli ultimi. Non possiamo prenderci cura della casa comune senza prenderci cura anzitutto di coloro che la abitano e che più facilmente rischiano di essere esclusi I poveri del Signore sono uomini e donne che nella loro vulnerabilità continuano ad affidarsi a Dio e diventano testimoni della sua fedeltà. La storia della salvezza ci mostra che il Signore ascolta il loro grido cammina con loro e fa della loro speranza il luogo privilegiato della sua presenza”, le parole di Monsignor Luis Marín de San Martín, Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità.
Al pranzo con il Papa hanno partecipato circa 200 persone in condizione di vulnerabilità sociale della Diocesi di Roma. Il pranzo odierno è in realtà una seconda edizione: il 17 agosto dello scorso anno infatti il Papa pranzò con persone in situazione di povertà provenienti dalla Diocesi di Albano.






