Papa Leone XIV, nel corso della sua visita all’Unesco, ha simbolicamente innaffiato insieme al direttore generale, Khaled El-Enany. l’ulivo della pace che si trova nei giardini del quartier generale Onu per Scienza, Educazione e Cultura. Donato a suo tempo dallo Stato di Israele, il grande ulivo si trova nel considdetta ‘piazza della Tolleranza’, concepita dall’artista israeliano Dani Karavan e inaugurato nel 1996. Uno spazio che comprende anche il Muro della Pace dove è inciso il preambolo della costituzione dell’Unesco. Un gesto altamente simbolico per la pace nel mondo in occasione della storica visita del Papa all’Unesco.
Il Papa, poi nel suo discorso, all’Unesco richiama i valori della giustizia, della libertà e della pace che devono passare innanzitutto per l’educazione. “La libertà è bella quando è orientata verso il bene e la verità; è deturpata quando scivola nell’arbitrio, nella violenza e nella sete di potere”, ha detto Papa Leone sottolineando che “in questo particolare momento, dobbiamo riconoscere che la più terribile delle opere umane è la guerra; poiché in essa la scienza stessa è posta a servizio di una volontà disumana di distruggere e uccidere”. E dunque “la pace non può essere costruita soltanto con i trattati, né attraverso compromessi tra forze opposte. La pace è vera quando scaturisce dalla virtù della giustizia più che da un mero contratto, da una volontà retta piuttosto che da un instabile equilibrio di interessi. Infatti, solo una volontà retta può riconoscere nell’altro un fratello o una sorella, una persona come sé stessi”.
Leone ha affrontato anche la questione dell’intelligenza artificiale. “Oggi disponiamo di strumenti capaci di collegare istantaneamente persone e continenti, eppure assistiamo a nuove forme di isolamento, di miseria materiale e spirituale, di abbandono”. “L’informazione è abbondante, ma non coincide con la sapienza. Senza una deontologia condivisa, i più vari canali di comunicazione rischiano di moltiplicare informazioni false, o di usare parole senza significato, ostacolando il dialogo anziché favorirlo”. Per il Pontefice “l’intelligenza artificiale accentua questo problema: sebbene questi sistemi siano in grado di correlare dati, non possono rispondere alle domande sul senso dell’esistenza umana, che affonda le sue radici nell’esperienza vissuta”.
Infine il Papa ha esortato la comunità internazionale “a dedicare particolare attenzione alla tutela dei bambini e dei giovani. Nell’era digitale, la loro vulnerabilità non deve mai diventare occasione di sfruttamento”.
“Spero che, con l’aiuto di Dio, l’Unesco prosegua nella sua opera inestimabile di promozione della cooperazione internazionale in ambito educativo, scientifico e culturale”: è quanto si legge nel messaggio scritto da Papa Leone XIV nel Libro d’oro dell’Unesco.





