Per non perdere la nostra umanità in mezzo al ”paradiso delle macchine” che invade e condiziona la nostra vita quotidiana, è urgente formare le menti a un discernimento etico, capace di riconoscere ciò che è moralmente buono”. Lo ha detto il Papa parlando francese nel suo intervento alle autorità civili e alla società civile a Parigi all’Eliseo. ”Questa esigenza – ha detto – è fondamentale per riconoscere il vero bene che fa crescere l’uomo secondo la sua vocazione primaria, nel rispetto incondizionato della sua libertà interiore e della sua sacra dignità”.’
”Una società autenticamente libera non impone uniformità, ma protegge la diversità delle coscienze, prevenendo derive autoritarie e promuovendo un dialogo etico che arricchisce il tessuto sociale”’, dice il Papa. ‘Questo dialogo – osserva – è tanto più urgente nel contesto della Francia odierna, dove persone di diverse appartenenze culturali e religiose sono chiamate a convivere e a dare il proprio contributo alla costruzione della società”.
”È proprio grazie alla ricchezza del suo tessuto sociale che, da secoli, – sottolinea Leone – la Francia si distingue per l’attenzione alla diversità e per un forte desiderio di solidarietà. Grazie all’opera illustre di uomini e donne rimasti fedeli alla loro umanità e ai valori del Vangelo, la Chiesa cattolica in Francia non ha mai smesso di operare per il bene dei più bisognosi, diventando il volto vivente della tenerezza e della compassione di Dio”.
”La recente riapertura della cattedrale alla celebrazione del culto divino, così come ai visitatori di tutto il mondo, non è solo il coronamento di un’impresa tecnica, ma il simbolo di una speranza ritrovata”, dice ancora il Pontefice di fronte al presidente francese Macron. ”Il savoir-faire francese – dice nel suo discorso in francese – è sinonimo di eccellenza in numerosi ambiti. Si è distinto in modo particolare nel grande cantiere di restauro della cattedrale di Notre-Dame di Parigi, al quale hanno partecipato fin dall’inizio numerose istituzioni, sia private sia pubbliche, e al quale Lei, Signor Presidente, ha riservato un’attenzione particolare, cosa per cui La ringrazio. Rendo omaggio con gratitudine a tutti gli artigiani e alle categorie professionali che vi hanno dedicato il proprio impegno”. ”La recente riapertura della cattedrale alla celebrazione del culto divino, così come ai visitatori di tutto il mondo, non è solo il coronamento di un’impresa tecnica, ma il simbolo di una speranza ritrovata, la prova che ciò che si credeva distrutto per sempre può rinascere grazie alla collaborazione di tutti, e la testimonianza di un’unità realizzata nello sforzo comune. Un risultato così bello – osserva – deve ispirare a tutti gli attori della vita politica, sociale e religiosa del Paese un nuovo slancio per operare incessantemente in uno spirito di unità, con la forza di una viva speranza”.
”Imparare ad accogliere la vita senza condizioni”
, continua il Papa nel suo discorso alle autorità francesi e alla società civile. Il Pontefice pensa ”alle opere di san Vincenzo de’ Paoli, al rinnovamento caritativo del XVII secolo e, ancora oggi, alle numerose istituzioni cattoliche in cui gli operatori sanitari accompagnano i fratelli e le sorelle resi fragili dalla sofferenza. Le loro testimonianze di attenzione e di servizio – dice – costituiscono una vera e propria scuola di umanità sulla grandezza della cura e un vibrante richiamo al valore unico e insostituibile di ogni essere umano”.
”Sono anche un invito alla rinnovata fraternità che richiede di imparare ad accogliere la vita senza condizioni, a sostenere la fragilità con tenerezza, ad accompagnare con rispetto e nella fiducia reciproca ogni tappa dell’esistenza, e a difendere con coraggio e compassione coloro che non hanno voce o che non si sentono sufficientemente sostenuti. Per questo – ha scandito Leone – ribadisco ‘con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano”’.
”A volte constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l’acquisto di organi o l’offerta di una morte programmata”. Il Papa ha dato voce alle sue preoccupazioni parlando alle autorità francesi e alla società civile.
Papa Leone, nel suo intervento, ha messo in guardia dalla ”tentazione di aspettarsi dalla scienza una soluzione e un conforto per tutte le nostre sofferenze. Il rischio è spesso quello di cadere nell’illusione. Quando la scienza e la tecnologia non sono guidate dalla coscienza, possono proporre soluzioni immediate che sembrano rispondere ai desideri e alle sofferenze degli uomini e delle donne, ma che in realtà possono allontanarli gravemente dal bene a cui aspirano profondamente”.
”Non dimentichiamo che il rispetto reciproco e la tutela della vita di ogni persona umana sono una responsabilità di ciascuno e di tutti, che inizia con una conversione dell’intelletto e del cuore e richiede un impegno reale e disinteressato verso i nostri fratelli e le nostre sorelle”, ha detto Prevost.
“Il motto nazionale francese nato durante la Rivoluzione Liberte’, Egalite’, Fraternite’ ”non sono semplici parole incise sui frontoni dei vostri edifici pubblici, ma rimandano a esigenze etiche universali, che trovano anche nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione”.
Leone ha ricordato le radici cristiane: ”La Francia è anche una terra dalle ricche radici cristiane. Dai tempi di sant’Ireneo e del battesimo di Clodoveo, l’anima della vostra patria si è sviluppata attingendo dal cristianesimo un genio spirituale, culturale, intellettuale, artistico e missionario, che oggi risplende in tutto il mondo. È così che nella Francia del XVI secolo fiorì l’umanesimo, che cercava di unificare l’eredità greco- romana e la fede cristiana. Ai celebri pensatori del Rinascimento, e poi del Grand Siècle, seguirono quelli dell’Illuminismo, e la Francia portò allora al mondo vere e proprie conquiste; tra queste, il riconoscimento dei diritti dell’uomo insiti nella natura della persona umana, in particolare la libertà religiosa. Questa costante attenzione alla dignità intrinseca di ogni persona umana trova eco nel vostro motto nazionale”.
”Libertà, uguaglianza e fraternità – ha quindi ribadito – non sono semplici parole incise sui frontoni dei vostri edifici pubblici, ma rimandano a esigenze etiche universali, che trovano anche nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, proclamata in questa città di Parigi – e nella cui elaborazione il giurista francese e premio Nobel per la pace René Cassin svolse un ruolo di primo piano – ha avuto lo scopo di creare una coscienza generale della dignità inalienabile della persona umana”.
Papa Prevost ha citato Wojtyla: ” San Giovanni Paolo II, che considerava questo documento ‘una vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità’, era consapevole che ‘ogni minaccia ai diritti umani, sia nell’ambito dei beni materiali che in quello dei beni spirituali, è ugualmente pericolosa per la pace, perché riguarda sempre l’uomo nella sua integralità”’.
”Il cristiano coinvolto nella vita pubblica, che agisce alla luce della propria coscienza illuminata dalla fede, non può essere considerato un proselitista o una minaccia all’unità della patria”. Lo ha detto il Papa a chiare lettere, nel cuore del laicismo, parlando alle autorità francesi e alla società civile, a Parigi. ”Infatti, – ha osservato- la vera laicità non esclude la dimensione religiosa, ma sa al contrario trarne vantaggio come risorsa educativa. È proprio per questo motivo che la scuola cattolica occupa un posto di rilievo nel panorama educativo di un Paese come la Francia”.
Il Papa, parlando alle autorità francesi, rivolge lo sguardo ”a tutte quelle popolazioni colpite dalle conseguenze dei conflitti e a tutti coloro che sono afflitti dal flagello della guerra”. E ammonisce: ” Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tali sofferenze che feriscono la dignità umana e gridano giustizia a Dio. La gravità di queste situazioni deve interpellarci e chiama ciascuno, là dove si trova, a una vera conversione del cuore e a un cambiamento di atteggiamento”. ”È riconoscendo umilmente il bisogno che abbiamo gli uni degli altri – dice – che potremo insieme impegnarci maggiormente nella costruzione della civiltà dell’amore nel cuore del nostro mondo, diventato così complesso e interdipendente”.
”Al tempo stesso – osserva citando la Pace in terris – come affermava già al suo tempo il mio santo predecessore Giovanni XXIII, ‘giustizia, saggezza ed umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci”’.
”Si sta diffondendo sempre più la convinzione, errata, che il possesso di armi nucleari costituisca una garanzia di sicurezza, alimentando una nuova corsa agli armamenti difficilmente controllabile. In realtà, la pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia”. Il Papa, poi, esorta quindi ”a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola ”inevitabile”, ma a promuovere senza sosta il dialogo e la diplomazia, al fine di preservare società pacifiche, rispettose della dignità e dei diritti della persona e dei popoli”.
Il denso intervento del Pontefice all’Eliseo alle autorità civili e alla società civile e’ stato accolto al termine con un lungo applauso.
Le parole di Macron
Parlando al fianco del Papa nel salone dell’Eliseo, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha invocato un'”organizzazione internazionale” per evitare un’Intelligenza artificiale concentrata “in poche mani”. Ricordando che Leone XIV aveva consacrato la sua prima enciclica proprio all’IA, Macron ha aggiunto che “questo messaggio è essenziale: di fronte alla potenza del meccanismo digitale, l’essere umano deve mantenere il suo posto. L’Intelligenza artificiale dev’essere un servitore e non un padrone. E’ per questo che noi dobbiamo trovare la strada di un’organizzazione internazionale che possa riconciliare progresso tecnologico, giustizia e umanesimo”.
Nel suo discorso al fianco di Papa Leone XIV all’Eliseo, il presidente francese Emmanuel Macron ha detto al Pontefice suo ospite che quello che incontrerà nelle strade durante la sua visita è “un paese della diversità”, una “nazionale che nutre una passione particolare per il dibattito permanente”. Il capo dello stato francese ha poi citato l’etica, “uno dei nostri grandi temi francesi: dov’è la frontiera fra il bene e il male, come conciliare i progetti tecnologici, la nostra coscienza, il nostro legame con la dignità umana”.




