Le origini: l’apparizione del 1490
La storia del Santuario affonda le radici in un episodio straordinario avvenuto il 29 agosto 1490. Secondo un atto notarile del 1530, conservato nell’archivio storico della curia arcivescovile di Genova, la Madonna apparve a Benedetto Pareto, un semplice contadino della Val Polcevera, chiedendogli di costruire una cappella in suo onore sulla vetta del Monte Figogna.
Benedetto, uomo umile e schivo, fu inizialmente scoraggiato persino dalla moglie: “Tutti sanno che sei un uomo semplice, ora diranno che sei anche pazzo.” Desistette dall’impresa, finché una caduta da un albero lo ridusse in fin di vita. Di fronte alla morte imminente, la Madonna gli apparve nuovamente e lo guarì in modo prodigioso. Quel miracolo convinse l’intera famiglia a intraprendere la costruzione della cappella.
“Gli otto chilometri in salita che portano alla vetta divennero un pellegrinaggio, che moltissimi compivano a piedi nudi.”
Il nome: una sentinella sulla città
Il Monte Figogna, su cui sorge il Santuario, era nell’antichità un punto strategico per l’osservazione del mare e delle valli circostanti: da quella vetta le guardie della Repubblica di Genova potevano avvistare in anticipo l’arrivo di navi nemiche o eserciti ostili. Fu sede di postazioni belliche sia durante la guerra di successione austriaca che durante la seconda guerra mondiale. Da questo antico ruolo di sentinella deriva il nome che tutti conoscono: “la Guardia”
L’architettura: la basilica neorinascimentale
L’attuale basilica, costruita dopo la demolizione del vecchio edificio nel 1903, si presenta in uno stile neorinascimentale imponente. La pianta è a croce latina con tre navate divise da quattro arcate, e al centro del transetto svetta una cupola ottagonale sostenuta da quattro pilastri. La facciata è preceduta da un elegante porticato a ferro di cavallo che si apre su una grande scalinata d’accesso, la quale a sua volta conduce a un ampio prato panoramico.
All’interno, sull’altare maggiore, è custodita una grandiosa nicchia di marmo con una statua della Vergine col Bambino e ai suoi piedi il Beato Benedetto Pareto con le sue pecore, realizzata dallo scultore Antonio Canepa nel 1632. La prima immagine della Vergine donata da Laura Ghersi nel 1530 è invece conservata in sacrestia. Tre distinti edifici laterali fungono da ospizio e foresteria per i pellegrini.
Il legame con Papa Benedetto XV
Tra i devoti più illustri del Santuario spicca papa Benedetto XV, genovese di nascita, che da giovane aveva prestato più volte il proprio ministero sacerdotale sulla Guardia. L’11 marzo 1915, da pontefice, elevò la chiesa al titolo di Basilica Minore — un riconoscimento del suo straordinario rilievo spirituale. Due anni dopo, nel 1917, fece costruire nei Giardini Vaticani un’edicola con la statua della Madonna della Guardia: un pezzo di Liguria nel cuore del Vaticano.
Nei Giardini Vaticani la Madonna della Guardia ha una cappella: un angolo di Liguria nel cuore della cattolicità.
Un luogo di fede per tutto il mondo
La devozione alla Madonna della Guardia ha accompagnato nei secoli le ondate migratorie liguri in ogni continente. Il santuario è divenuto il più importante luogo mariano della Liguria, superando in fama anche il precedente santuario dell’Acquasanta a Voltri. Ogni anno, il 29 agosto — anniversario dell’apparizione — la basilica si affolla di fedeli che salgono in pellegrinaggio, molti ancora a piedi, percorrendo gli otto chilometri di salita che portano alla vetta.
La seconda domenica di giugno si celebra la festa dell’Incoronazione, mentre l’ultima domenica di maggio è dedicata alla festa dei fiori. L’iconografia della Madonna della Guardia si è nel tempo moltiplicata in edicole votive disseminate per tutta Genova e la Liguria, diventando un simbolo visivo indissolubile dell’identità cittadina.
Il panorama: Genova ai propri piedi
Al di là della dimensione spirituale, il Santuario della Guardia offre uno dei belvedere più straordinari di tutta la Liguria. Dalla terrazza antistante la basilica, nelle giornate limpide, lo sguardo abbraccia l’intera città di Genova, le riviere di Ponente e di Levante, e in condizioni favorevoli si spinge fino alla Corsica. È uno di quei luoghi in cui il cielo e il mare sembrano toccarsi, e la storia sembra ancora viva nell’aria.






