“Di fronte al dispotismo e alle ideologie del passato, la fede cattolica non è mai stata semplicemente una facciata o un’etichetta, ma piuttosto un modo di vivere da condividere in ambito universitario e lavorativo”. Lo ha ricordato il Papa ricevendo stamane in udienza nell’Aula Paolo VI le Associazioni studentesche cattoliche tedesche.
“Il vostro saldo impegno nella fede si riflette nei quattro principi che guidano la vostra associazione: religio, scientia, amicitia e patria”, ha esordito Leone XIV nel suo discorso in inglese: “La vostra confraternita continua a crescere all’interno dei contesti scientifici e politici così come nei vari ambiti accademici, professionali e sociali”. “Questa dimensione comunitaria delle vostre attività beneficia non solo il vostro Paese, ma anche tutta l’Europa, di cui la Germania è al centro”, ha osservato il Pontefice: “A questa centralità geografica, aggiungete giustamente la centralità culturale della persona umana, creatura di Dio e architetto della propria vita”.
“Di fronte alle sfide della rivoluzione tecnologica, dovreste dedicare particolare attenzione allo studio e alla promozione della nostra umanità comune”, ha detto papa Leone. “Nella sua espressione irriducibile come maschio o femmina, la persona umana è sempre relazionale e limitata, e quindi chiamata a diventare un compito per sé stessa e un dono per l’altro”, ha spiegato: “Proprio come l’esercizio della ragione, così anche la luce della fede illumina le promesse e gli inganni del tempo presente, chiamando ciascuna persona a fare del proprio meglio per contribuire a costruire una società giusta e pacifica”.
“Poiché tutti voi seguite Cristo, l’unico Signore e Maestro della vita, rappresentate i valori cattolici nella società non come portatori di bandiere partigiane, ma come rappresentanti del bene comune dell’umanità”, ha aggiunto. “In Germania, in Italia e in tutto il mondo, la stessa fede cattolica rafforza la nostra cooperazione, senza scendere a compromessi con le mode del momento, senza anteporre le preferenze individualistiche alla comune tradizione della Chiesa“, ha concluso Leone XIV, che ha incoraggiato gli studenti universitari a “promuovere l’evangelizzazione della cultura”, partendo dalla consapevolezza che “non si tratta semplicemente di perseguire una professione, ma di seguire una vocazione”, e che “la ricerca della verità è un bene degno di essere desiderato e trasmesso”.
Un’esortazione a diventare “custodi responsabili nella società, senza lasciarci sedurre da carriere incentrate sul denaro”. A rivolgerla è stato il Papa, al termine del discorso in inglese rivolto alle Associazioni studentesche cattoliche tedesche, ricevute oggi in udienza nell’Aula Paolo VI. “La cultura è il bene dell’umanità: la verità ci rende liberi, mentre la falsità distorce nomi e cose”, il monito di Leone XIV, secondo il quale “nessun campo di studio può essere ridotto a mera speculazione”.
“Di fronte a ciò che disumanizza le persone – specialmente i piccoli, i poveri o i malati – vi chiedo di essere testimoni dell’umanesimo cristiano”, è stato l’appello agli studenti, sulla scorta di Benedetto XIV, ex membro dell’Associazione, che esortava ad una coerente “ecologia dell’uomo”.
“L’ecologia integrale, così cara a Papa Francesco – ha annotato il Pontefice – fa capire che il mondo è pieno di significato, e non un’entità inerme da modellare arbitrariamente o per sete di potere. Noi, infatti, non siamo aggregati casuali di particelle, ma corpi aperti alla trascendenza: la missione culturale dei cristiani è dirigere la società e la storia verso questo apice di una vita centrata su Dio”.
Foto: Vatican Media





