“Gesù non viene come un ladro a rubare la nostra vita e la nostra libertà, ma a condurci nei giusti sentieri. Non viene a sequestrare o ingannare la nostra coscienza, ma a illuminarla con la luce della sua sapienza. Non viene come a inquinare le nostre gioie terrene, ma le apre a una felicità più piena e duratura”. Leone XIV commenta così il Vangelo proposto oggi dalla liturgia prima di guidare la preghiera del Regina Coeli dalla finestra del suo studio su Piazza San Pietro.
Invece, dice il Papa “I “ladri” possono assumere tanti volti: sono coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità; sono convinzioni e pregiudizi che ci impediscono di avere uno sguardo sereno sugli altri e sulla vita; sono idee sbagliate che possono portarci a compiere scelte negative; sono stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente e ci spingono a vivere sempre all’esterno di noi stessi. E non dimentichiamo anche quei “ladri” che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità”. Il Papa conclude con un piccolo esame di coscienza Possiamo interrogarci: “da chi vogliamo farci guidare nella nostra vita? Quali sono i “ladri” che hanno provato a entrare nel nostro recinto? Ci sono riusciti, oppure siamo stati capaci di respingerli?”.
Dopo la preghiera il Papa ha ricordato che “oggi ricorre il quarantesimo anniversario del tragico incidente di Cernobyl che ha segnato la coscienza dell’umanità. Esso rimane un monito sui rischi inerenti all’uso di tecnologie sempre ( più potenti. Affidiamo alla misericordia di Dio le vittime e quanti ne soffrono ancora le conseguenze. Auspico che a tutti i livelli decisionali prevalgano sempre discernimento e responsabilità perché ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace”. Poi “un saluto speciale ai familiari e amici dei nuovi presbiteri della Diocesi di Roma, che ho ordinato questa mattina nella Basilica di San Pietro. Accompagnate sempre con la preghiera questi giovani ministri del Vangelo.





