Nel giorno del primo anniversario della morte, Leone XIV ricorda Papa Francesco parlando con i giornalisti in volo dall’Angola in Guinea Equatoriale, sottolineandone il lascito e in particolare l’amore per i poveri, i piccoli, gli ammalati, ma anche il tema della fratellanza universale.. Una breve “mini-conferenza stampa” del Papa, che ha parlato solo in italiano rispondendo alle domande di alcuni giornalisti.
Ma, ovviamente, la prima cosa è il ricordo del predecessore. “Innanzitutto – dice Leone XIV – vorrei ricordare in questo primo anniversario della sua morte Papa Francesco, che ha lasciato e donato tanto alla Chiesa con la sua vita, la sua testimonianza, la sua parola e i suoi gesti. Tante volte quello che ha fatto vivendo veramente la vicinanza ai più poveri, ai più piccoli, ai malati, ai bambini, agli anziani. Ha lasciato tanto alla Chiesa con la sua testimonianza e con la sua parola”.
Leone XIV ricorda “la fratellanza universale cercando di promuovere un autentico rispetto per tutti gli uomini e per tutte le donne. promuovendo questo spirito di fraternità di essere fratelli e sorelle. di cercare come vivere il messaggio che troviamo nel Vangelo però riconoscendo questo spirito di fratellanza tra tutti”.
E poi, di Francesco Leone ricorda “anche il messaggio della misericordia da quella prima volta all’Angelus, ma anche nella Santa Messa che lui ha celebrato ancora prima della inaugurazione del pontificato il 17 marzo 2013, quando lui ha predicato sulla donna trovata in adulterio e ha parlato dal cuore della misericordia di Dio. Ha parlato dal cuore ricordando questo grande amore, perdono e generosa espressione di misericordia del Signore e ha voluto condividere questo spirito con tutta la Chiesa dando anche quella bellissima celebrazione di un giubileo straordinario della misericordia. Preghiamo che lui già stia godendo della misericordia del Signore e ringraziamo il Signore per il grande dono della vita di Francesco a tutta la Chiesa e a tutto il mondo”.
Dopo questo ricordo, molto sentito, il Papa accetta le domande dei giornalisti angolani. Una giornalista gli chiede di commentare la Chiesa che ha incontrato in Angola.
“Certamente – risponde il Papa – la questione di come la Chiesa può aiutare lo State… entriamo in una questione in cui lavoriamo tutti insieme per il bene di tutto il popolo ma da punti diversi. Comunque posso dirvi che in una questione di cui ho parlato con il presidente è precisamente questa della salute e dell’educazione, su come possiamo anche lavorare insieme per migliorare i servizi che lo Stato, nel caso dell’Angola, offre al popolo. Costruzione di nuovi ospedali, nuove strutture però un impegno forte per il popolo e questo è veramente importante. Credo che la Chiesa ha la responsabilità con la testimonianza, con la parola e anche con una predicazione e un annuncio coraggioso della Parola di Dio di riconoscere i diritti di tutti e aiutare in questo senso a promuovere i diritti universali”.
Un altro giornalista gli chiede se ci sarà un cardinale angolano. Risponde il Papa: “Questa è la domanda che molti vogliono fare. Non è deciso ancora quando ci sarà la creazione di nuovi cardinali, bisogna vedere la questione a livello globale e speriamo che per l’Africa e anche magari per l’Angola nel futuro, non dico prossimo, ma più lontano sì potrà considerare la nomina, la creazione di un cardinale anche per l’Angola”.
Poi, viene chiesto al Papa se creerà nuove diocesi in Angola. Il Papa risponde che “è sempre una gioia vedere i luoghi del mondo dove la Chiesa sta crescendo e sappiamo tutti che ci sono altri luoghi nel mondo dove succede il contrario, quindi c’è qui una chiamata alla evangelizzazione. Continuare ad annunciare il Vangelo e cercare di invitare gli altri, non per proselitismo come diceva tante volte Papa Francesco ma per la bellezza, l’attrazione della fede. A gioia dei credenti è uno dei migliori annunci della fede, del Vangelo e quindi è vero in Angola la chiesa sta crescendo col lavoro dei vescovi stessi che possono fare la proposta in collaborazione col nunzio apostolico possiamo vedere concretamente dove sarebbe importante creare nuove diocesi per il popolo, per avere questa possibilità di più vescovi con più vicinanza come pastori con il popolo”.
Con l’arrivo in Guinea Equatoriale, comincia l’ultima tappa del viaggio di Leone XIV in Africa, dopo essere stato in Algeria, Camerun e Angola. Come primo appuntamento, l’incontro con il presidente e le autorità nel Palazzo Presidenziale. Quindi, il Papa andrà nel campus universitario a lui intitolato “León XIV, dove parlerà al mondo della cultura”. Da lì, il Papa si trasferirà per una visita all’ospedale psichiatrico Jean Pierre Olie, e avrà poi un incontro con l’episcopato locale.
Il 22 aprile, il Papa si sposterà prima a Mongomo, dove celebrerà la Messa nella basilica dell’Immacolata Concezione e poi visiterà la Escuela Tecnologica Papa Francisco, intitolata al suo predecessore. Nel pomeriggio, Leone XIV si muoverà verso Bata, la capitale politica della nazione. A Bata, Leone XIV visiterà la prigione; avrà un momento di preghiera al Monumento commemorativo delle vittime dell’esplosione di un’armeria, il 7 marzo 2021, che causò 20 morti e circa 500 feriti; e poi incontrerà giovani e famiglie.
Il 23 aprile, il Papa si congederà dalla Guinea Equatoriale con una Messa conclusiva del viaggio, prima di ripartire per Roma.





