Leone XIV, «seguendo il consiglio dei medici», non andrà ad Assisi martedì prossimo, nel quarantesimo anniversario dell’incontro interreligioso sulla pace che Giovanni Paolo II riunì il 27 ottobre 1986.
Prevost ci teneva, la preghiera per «la pace disarmata e disarmante» è uno dei temi fondanti del suo pontificato, ma sono passati solo dieci giorni dall’intervento per la rimozione del tumore al polmone e, «considerato il breve tempo trascorso dall’intervento, i medici curanti hanno ritenuto opportuno sconsigliare, a scopo precauzionale, il previsto viaggio in elicottero», fa sapere la Santa Sede.
La convalescenza
Prevost è un paziente scrupoloso e nella frase con la quale aveva annunciato di doversi operare, all’Angelus dell’ 11 ottobre, c’era già tutto: «I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo». Leone XIV, comunque, «farà pervenire un suo messaggio di vicinanza agli organizzatori, ai capi ed ai rappresentanti delle confessioni cristiane e delle religioni, come agli ospiti che saranno presenti, nella convinzione che lo “spirito di Assisi”, il dialogo e la ricerca di parole e gesti di pace siano risorse preziose in un’epoca di conflitti», informa il Vaticano.
I viaggi in programma
La convalescenza, del resto, sarà abbastanza breve. Gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento sono andate come meglio non si poteva sperare: «Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata», hanno spiegato l’altro giorno il dottor Luigi Carbone, medico del Papa, e il professor Stefano Margaritora, il chirurgo del Gemelli che lo ha operato. E così «una successiva valutazione oncologica ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia».
Significa che il tumore è stato scoperto e rimosso a uno stadio precoce, il primo, e questo comporta soltanto controlli periodici: niente chemio né altro.
Se l’incontro di Assisi arrivava troppo presto, c’è invece grande fiducia per il viaggio previsto dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù, mai annullato. Lo stesso chirurgo ha spiegato che non ci sono «motivi clinici» a impedirlo.





