“Dopo avere proclamato le Beatitudini, Gesù si rivolge a coloro che le vivono, dicendo che grazie a loro la terra non è più la stessa e il mondo non è più nel buio”, così Papa Leone XIV avvia l’Angelus di questa V Domenica del Tempo ordinario in Piazza San Pietro.
“È infatti la gioia vera a dare un sapore alla vita e a far venire alla luce ciò che prima non era. Questa gioia sprigiona da uno stile di vita, da un modo di abitare la terra e di vivere insieme che va desiderato e scelto. È la vita che risplende in Gesù, il sapore nuovo dei suoi gesti e delle sue parole. Dopo che lo si è incontrato, sembra insipido e opaco ciò che si allontana dalla sua povertà di spirito, dalla sua mitezza e semplicità di cuore, dalla sua fame e sete di giustizia, che attivano misericordia e pace come dinamiche di trasformazione e di riconciliazione”, commenta il Papa prima della preghiera mariana.
“Quante persone – forse è capitato anche noi – si sentono da buttare, sbagliate. È come se la loro luce sia stata nascosta. Gesù, però, ci annuncia un Dio che mai ci getterà via, un Padre che custodisce il nostro nome, la nostra unicità. Ogni ferita, anche profonda, guarirà accogliendo la parola delle Beatitudini e rimettendoci a camminare sulla via del Vangelo”, mette in guardia il Pontefice.
“Sono infatti gesti di apertura agli altri e di attenzione, quelli che riaccendono la gioia. Certo, nella loro semplicità ci pongono controcorrente. Gesù stesso fu tentato, nel deserto, da altre strade: far valere la sua identità, esibirla, avere il mondo ai propri piedi. Respinse, però, le vie in cui si sarebbe perso il suo vero sapore, quello che ritroviamo ogni domenica nel Pane spezzato: la vita donata, l’amore che non fa rumore. Senza alcuna esibizione saremo allora come una città sul monte, non solo visibile, ma anche invitante e accogliente: la città di Dio in cui tutti, in fondo, desiderano abitare e trovare pace.”, dice Papa Leone.
Subito dopo la preghiera mariana il Papa passa ai consueti saluti. Il Pontefice ricorda la beatificazione di Salvador Valera Parra avvenuta ieri in Spagna, del “ parroco pienamente aderito al suo popolo”, “umile e premuroso nella verità pastorale”, “il suo esempio di prete sia di stimolo ai sacerdoti di oggi, una quotidianità vissuta nella semplicità”, si augura il Papa.
“Ho appreso dei recenti attacchi contro varie comunità Nigeria che hanno causato perdite di vite umane”, continua il Papa che assicura la sua vicinanza orante a tutte le vittime della violenza e del terrorismo. “Le autorità continuino ad operarsi per garantire la sicurezza e tutela vita di ogni cittadino”, questo l’appello di Papa Leone XIV.
Poi il ricordo della Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta. La preghiera in particolare per “le religiose si impegnano ad eliminare ogni forma di schiavitù”. “Insieme a loro dico: la pace comincia con la dignità”.
“Assicuro la mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, Marocco, Spagna e l’Italia meridionale, specialmente Niscemi in Sicilia, colpite da inondazioni e frane, incoraggio le comunità a rimanere uniti e solidali con la materna protezione Vergine Maria”, aggiunge Papa Leone XIV subito dopo l’Angelus.
“Strategia di potenze economiche e militare non danno futuro all’umanità, il futuro sta nel rispetto e fratellanza tra i popoli”, conclude infine il Papa dalla finestra del Palazzo Apostolico.




