Il Papa – in piazza San Pietro per l’udienza generale – prima della catechesi ferma l’auto scoperta e scende per rendere omaggio ad una riproduzione del Santuario della Vergine di Lourdes, realizzata con le spighe di grano. Accanto a lui, il vescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina. Nella diocesi delle Marche ogni anno si celebra la Festa del Covo di Campocavallo di Osimo: una festa di ringraziamento dedicata alla prodigiosa immagine della Madonna Addolorata che si venera nel Santuario di Campocavallo.
‘La risurrezione di Gesù non è un trionfo roboante, non è una vendetta o una rivalsa contro i suoi nemici. È la testimonianza meravigliosa di come l’amore sia capace di rialzarsi dopo una grande sconfitta per proseguire il suo inarrestabile cammino”. Lo dice il Papa all’udienza generale in piazza S. Pietro riprendendo il ciclo di catechesi che si svolge lungo l’intero Anno Giubilare, ”Gesù Cristo nostra speranza”.
Leone incentra la sua meditazione sul tema La risurrezione. “Pace a voi!”. Prevost si rivolge ai fedeli: ”Quando noi ci rialziamo dopo un trauma causato da altri, spesso la prima reazione è la rabbia, il desiderio di far pagare a qualcuno ciò che abbiamo subito. Il Risorto non reagisce in questo modo. Uscito dagli inferi della morte, Gesù non si prende nessuna rivincita. Non torna con gesti di potenza, ma con mitezza manifesta la gioia di un amore più grande di ogni ferita e più forte di ogni tradimento. Il Risorto non sente alcun bisogno di ribadire o affermare la propria superiorità. Egli appare ai suoi amici – i discepoli – e lo fa con estrema discrezione, senza forzare i tempi della loro capacità di accoglienza. Il suo unico desiderio è quello di tornare a essere in comunione con loro, aiutandoli a superare il senso di colpa”.
”Noi spesso mascheriamo le nostre ferite per orgoglio o per timore di apparire deboli. Diciamo ”non importa”, ”è tutto passato”, ma non siamo davvero in pace con i tradimenti da cui siamo stati feriti”, dice ancora il Pontefice. ”A volte – osserva Prevost – preferiamo nascondere la nostra fatica di perdonare per non apparire vulnerabili e per non rischiare di soffrire ancora. Gesù no. Lui offre le sue piaghe come garanzia di perdono. E mostra che la Risurrezione non è la cancellazione del passato, ma la sua trasfigurazione in una speranza di misericordia”.
”Il cuore della missione della Chiesa: non amministrare un potere sugli altri, ma comunicare la gioia di chi è stato amato proprio quando non lo meritava”. ”È la forza che ha fatto nascere e crescere la comunità cristiana: uomini e donne che hanno scoperto la bellezza di tornare alla vita per poterla donare agli altri. Cari fratelli e sorelle, anche noi siamo inviati. Anche a noi il Signore mostra le sue ferite e dice: Pace a voi”, sottolinea Leone. Quindi esorta: ”Non abbiate paura di mostrare le vostre ferite risanate dalla misericordia. Non temete di farvi prossimi a chi è chiuso nella paura o nel senso di colpa. Che il soffio dello Spirito renda anche noi testimoni di questa pace e di questo amore più forte di ogni sconfitta”.
”Dio ci perdona, ci solleva e ci manda fuori di nuovo. Possiamo anche noi essere gioiosi testimoni della risurrezione portando la pace, la speranza e l’amore di Cristo in un mondo spezzato”, continua il Papa all’udienza generale salutando i fedeli di lingua inglese. ”Mentre iniziamo il mese dedicato al santo Rosario, – l’appello – vi invito a pregarlo ogni giorno per la pace nel nostro mondo. Possa la pace del Cristo risorto essere con tutti voi!”. ”Ci costa perdonare e vivere in pace con Dio, con noi stessi e con gli altri”.”Per questo, contempliamo Cristo risorto, chiediamogli di aiutarci a riscoprire la gioia e la bellezza della vita per poter dare vita agli altri, e che ci insegni ad essere nel mondo, flagellato dalla morte e dalla distruzione, strumenti di misericordia e riconciliazione”, dice ancora Papa Leone XIV.
Sono addolorato per le notizie che giungono dal Madagascar circa gli scontri violenti tra le forze dell’ordine e giovani manifestanti che hanno provocato la morte di alcuni di loro e un centinaio di feriti. Preghiamo il Signore affinché si eviti sempre ogni forma di violenza e si favorisca la costante ricerca dell’armonia sociale attraverso la promozione della giustizia e del bene comune”, dice il Papa al termine dell’udienza generale.
Foto: Vatican Media





