”L’unità cristiana non è un lusso, è un imperativo, in particolare nei nostri tempi tumultuosi nel mondo piagato da guerre, violenze e da ogni tipo di discriminazione, mentre è devastato dal desiderio di dominio, dalla ricerca del profitto e dallo sfruttamento sfrenato delle risorse naturali”. Lo ha evidenziato il patriarca ecumenico Bartolomeo al termine della Divina Liturgia con il Papa nella chiesa patriarcale di S. Giorgio .
”Di fronte a tanta sofferenza, – ha osservato- l’intera creazione che sta “gemendo” si aspetta un messaggio unificato di speranza da parte dei cristiani che condanni inequivocabilmente la guerra e la violenza, difendendo la dignità umana e il rispetto della cura della creazione di Dio”.
”In questo tempo di sanguinosi conflitti e violenze in luoghi vicini e lontani, i cattolici e gli ortodossi sono chiamati ad essere costruttori di pace”. Lo ha sottolineato il Papa nel suo intervento in occasione della Divina Liturgia presieduta dal patriarca ecumenico nella chiesa di S. Giorgio in Turchia.
Prevost ha ricordato che ”per rimanere fedeli alla volontà del Signore di prenderci cura non solo dei nostri fratelli e sorelle nella fede, ma di tutta l’umanità e dell’intero creato, le nostre Chiese sono chiamate a rispondere insieme agli appelli che lo Spirito Santo rivolge loro oggi”.
”Si tratta certamente di agire e di porre delle scelte e dei segni che edificano la pace, ma senza dimenticare che essa non è solo il frutto di un impegno umano, bensì è dono di Dio. Perciò, – ha detto Leone – la pace si chiede con la preghiera, con la penitenza, con la contemplazione, con quella relazione viva col Signore che ci aiuta a discernere parole, gesti e azioni da intraprendere, perché siano veramente a servizio della pace”.
”Ci sono stati molti malintesi e persino conflitti tra cristiani di Chiese diverse in passato, e ci sono ancora ostacoli che ci impediscono di essere in piena comunione, ma non dobbiamo tornare indietro nell’impegno per l’unità e non possiamo smettere di considerarci fratelli e sorelle in Cristo e di amarci come tali”, ha detto il Papa.
”Ispirati da questa consapevolezza, – ha ricordato – sessant’anni fa Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora dichiararono solennemente che le decisioni infelici e i tristi eventi che portarono alle reciproche scomuniche del 1054 dovevano essere cancellati dalla memoria della Chiesa. Questo gesto storico dei nostri venerati Predecessori aprì un cammino di riconciliazione, di pace e di crescente comunione tra cattolici e ortodossi, che è cresciuto anche grazie ai contatti frequenti, agli incontri fraterni e a un fecondo dialogo teologico”.
”Alla luce di questo cammino già intrapreso, molti sono stati i passi compiuti anche a livello ecclesiologico e canonico e, oggi, siamo interpellati a impegnarci maggiormente verso il ripristino della piena comunione”, ha esortato Leone.
Cattolici e ortodossi uniti per la difesa della casa comune e per un utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, ha continuato il santo Padre. ”Un’altra sfida che le nostre Chiese devono affrontare è la minacciosa crisi ecologica che, come Sua Santità ha spesso ricordato, richiede un’autentica conversione spirituale per cambiare direzione e salvaguardare il creato. Cattolici e ortodossi siamo chiamati a collaborare per promuovere una nuova mentalità in cui tutti si sentano custodi del creato che Dio ci ha affidato”, ha detto Leone.
Il Pontefice menziona una terza sfida: ” L’uso delle nuove tecnologie, specialmente nel campo della comunicazione. Consapevoli degli enormi vantaggi che esse possono offrire all’umanità, cattolici e ortodossi devono operare insieme per promuoverne un uso responsabile al servizio dello sviluppo integrale delle persone, e un’accessibilità universale, perché tali benefici non siano solo riservati a un piccolo numero di persone e a interessi di pochi privilegiati. Nel rispondere a queste sfide, sono fiducioso che tutti i cristiani, i membri di altre tradizioni religiose e molte donne e uomini di buona volontà possano cooperare in armonia e lavorare al bene comune”.
”Vi chiedo di continuare a compiere ogni sforzo affinché tutte le Chiese ortodosse autocefale tornino a partecipare attivamente” all’impegno verso la piena comunione tra cristiani , ha detto ancora il Papa.
”Da parte mia, – ha assicurato Leone – desidero confermare che, in continuità con quanto insegnato dal Concilio Vaticano II e dai miei predecessori, perseguire la piena comunione tra tutti coloro che sono battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nel rispetto delle legittime differenze, è una delle priorità della Chiesa cattolica e in modo particolare del mio Ministero di Vescovo di Roma, il cui ruolo specifico a livello di Chiesa universale consiste nell’essere al servizio di tutti per costruire e preservare la comunione e l’unità”.
Nel suo intervento, Prevost ha espresso la ”gratitudine dell’intera Chiesa cattolica e il profondo ringraziamento personale per il continuo sostegno di Sua Santità e del Patriarcato ecumenico al lavoro della Commissione mista internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa”.
Il Papa e il Patriarca ecumenico Bartolomeo – al termine della Divina Liturgia – si sono affacciati sul balcone del Patriarcato , al Phanar, per la benedizione ecumenica congiunta nel giorno della memoria liturgica di S. Andrea. Ora Papa Leone e Bartolomeo pranzeranno insieme quindi il Pontefice si trasferirà in aeroporto per andare in Libano.






