“Nessuna catena è tanto forte da imprigionare una coscienza illuminata dal Vangelo, nessuna notte è così lunga da impedire l’alba che il Signore prepara per i suoi figli e nessuna prigione è abbastanza profonda da separare l’uomo dall’amore di Dio”. Leone XIV ha evocato così l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani in un messaggio inviato al cardinale albanese Ernest Simoni e a quanti hanno partecipato alla messa presieduta dal porporato ieri mattina, venerdì 31 luglio, nell’ex campo di prigionia di Spaç, in memoria di chi vi ha sofferto o perso la vita.
“Quel luogo impresso nella memoria del popolo” dell’Albania, ha ricordato lo stesso Leone sul campo di detenzione ed esecuzione della condanna ai lavori forzati per prigionieri politici fino alla sua definitiva chiusura nel 1995, “rimane una delle pagine più dolorose della sua storia. Spaç è stato un luogo in cui molti hanno portato la pesante croce dell’ingiustizia”, ha scritto. Il Pontefice ha quindi ricordato come “il sangue di coloro che hanno sofferto e sono morti tra quelle montagne” abbia “irrigato quella terra, rendendola una silenziosa testimonianza di fedeltà, di coraggio e di speranza”.
Il messaggio ai giovani del Perù
“Non abbiate paura di essere strumenti di Dio per riaccendere la speranza di tanti, tanti cuori che soffrono”. È il ‘mandato’ che Papa Leone XIV, attraverso un videomessaggio, affida ai giovani del Perù che, dal 30 luglio al 2 agosto, partecipano alla Giornata Nazionale della Gioventù spronandoli a “essere coraggiosi e a uscire dalla zona di comfort dell’individualismo, per far parte di una comunità di fratelli e sorelle nella fede, per forgiare autentici vincoli di amicizia”.
L’evento, organizzato dalla Commissione episcopale per i Giovani e i Laici della Conferenza episcopale peruviana, si svolge a Chulucanas: un luogo speciale per Robert Francis Prevost che proprio in questa cittadina, nella regione di Piura, nel 1985 ha iniziato la sua missione nel Paese latino-americano durata oltre vent’anni.
L’invito del Pontefice è a “spalancare i vostri cuori per accogliere i doni che il Signore vorrà riversare su di voi in questi giorni”. E ciò che vivrete in questa Giornata, raccomanda ai ragazzi, “non tenetelo solo per voi, che non rimanga solo nelle foto dei vostri cellulari o in video sui social media;
condividetelo, riflettetelo con la vostra vita, perché molte persone hanno oggi bisogno di quella testimonianza gioiosa e contagiosa che un giovane innamorato di Cristo può trasmettere”





