Il Papa è arrivato in elicottero a San Marino. Viene accolto dai Capitani Reggenti della Repubblica, Alice Mina e Vladimiro Selva.
Il Papa a San Marino è accompagnato da una delegazione vaticana ai massimi livelli, con il Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, il Sostituto, mons. Paolo Rudelli, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, a segnare il carattere internazionale della visita nella Repubblica del Titano.
Nel corso della visita Papa Leone si affaccerà dal balcone centrale Palazzo Pubblico e sarà il primo Pontefice a farlo, per un saluto e una benedizione ai fedeli a Piazza della Libertà.
Nessun Capo di Stato prima d’ora l’aveva mai fatto, almeno negli ultimi decenni. E’ infatti una facoltà concessa solamente ai Capitani Reggenti.
Il discorso del Papa
Papa Leone XIV parla della libertà in una Repubblica, San Marino, che ne ha fatto il valore fondante. “Nel contesto della storia di un popolo e di uno Stato, essa esprime certamente l’aspirazione ad autodeterminarsi, a non dipendere da altre autorità politiche. Ma, nello stesso tempo, Libertas significa molto di più”, ha sottolineato il Pontefice nel discorso alle autorità. “Anzitutto desidero sottolineare che non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale”.
Il Papa ha dunque reso omaggio a tutte quelle persone che difendono la libertà anche pagando costi personali. “Promuovere la libertà comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio”.
Citando San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, Papa Leone ha concluso: “Anche oggi, in molte parti del mondo, non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità, testimoni della vera libertà, quella che deriva dall’essere figli e figlie di Dio. Con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza”.
“La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”. Lo ha sottolineato il Papa nel suo discorso alle autorità di San Marino, affermando che invece talvolta ci troviamo “di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere. Nella visione cristiana, libertà e comunione – ha rimarcato il Pontefice – stanno o cadono insieme”.
Il Papa ringrazia la Repubblica di San Marino per il suo costante impegno per la pace.
“Libertas, per voi, vuol dire anche un impegno mai venuto meno di una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Riguardo a questo aspetto, esprimo vivo apprezzamento – ha sottolineato Leone XIV – e trovo una particolare consonanza con l’atteggiamento della Santa Sede. Per questo condividiamo la stima per la diplomazia e per il multilateralismo, quali vie privilegiate per coltivare le relazioni internazionali e promuovere l’intesa tra le Nazioni”.
Quindi, rilanciando le parole della sua enciclica Magnifica Humanitas, il Pontefice ha concluso: “Contro le comunicazioni impulsive, le retoriche aggressive e le logiche di potenza che segnano il nostro tempo, la vocazione della diplomazia è quella di favorire il dialogo con tutti, compresi gli interlocutori considerati più ‘scomodi’ o che non si riterrebbero legittimati a negoziare, usando fino allo stremo l’umiltà e la pazienza per ricucire i più tenui segni di buona volontà delle parti in conflitto, così da avviare una pacificazione”.
La Repubblica di San Marino può essere, per le sue dimensioni, un luogo nel quale è possibile attuare una buona politica, al servizio della gente. “Questa visita, analogamente a quanto accaduto nel Principato di Monaco, mi invita a sottolineare il valore peculiare di uno Stato piccolo, ‘a misura d’uomo’, in cui è possibile sperimentare la prossimità della politica ai bisogni dei cittadini e, dunque, una democrazia più effettiva, tanto più se animata anche dall’ispirazione cristiana”, ha detto Leone XIV alle autorità del Titano.
“Perciò la Repubblica di San Marino può essere un ‘laboratorio’ di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica: la ricerca del bene comune, la destinazione universale dei beni, l’armonia di sussidiarietà e solidarietà, la giustizia sociale”. Prevost ha aggiunto che “tale impegno appare oggi ancor più prezioso, nel momento in cui si accinge a divenire operativo l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e la vostra Repubblica si troverà a relazionarsi stabilmente, seppure in modo peculiare, con una realtà complessa, la quale potrà trarre grande giovamento dal vostro contributo”.
Per il Pontefice “l’obiettivo principale a cui tendere in questo ‘laboratorio’ è la cura dell’umano. Una comunità come la vostra, infatti, al tempo stesso ricca di valori tradizionali e al passo con i tempi sul piano tecnologico, può perseguire efficacemente tale obiettivo, mediante una cura che si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”.
Il Papa, parlando alle autorità della Repubblica di San Marino, ha sottolineato la sua “tradizione di accoglienza, che non è mai venuta meno lungo i secoli nei confronti di chi soffre ed è nella prova. Recentemente, si è mostrata con il sostegno e l’ospitalità al popolo ucraino”, “come pure nell’impegno in favore del diritto internazionale umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”.
Per Leone “tale sensibilità è anche frutto della tradizione cristiana di questo Paese e della costante e positiva collaborazione fra le autorità politiche e il vescovo nella ricerca del bene comune”.
Il telegramma di Mattarella
“In un frangente storico in cui l’ordine internazionale è vieppiù esposto a pericolose pulsioni verso la legge del più forte, la Sua incessante vicinanza alle comunità di ogni Stato, piccolo o grande che sia, infonde speranza e fiducia nel futuro”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione della visita pastorale del Pontefice nella Repubblica di San Marino, nel centenario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede.
“Santità, desidero farLe pervenire il mio sentito ringraziamento per il messaggio che ha voluto indirizzarmi in occasione della Visita Pastorale che La condurrà nella Repubblica di San Marino nel centenario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede”, scrive il Capo dello Stato. “L’Italia guarda con partecipazione a questo significativo anniversario. Esso testimonia la solidità di un legame fondato su valori condivisi e su un costante dialogo al servizio della pace, della dignità della persona e del bene comune, ideali dai quali è animata anche la Costituzione italiana”.
“La Repubblica di San Marino – prosegue Mattarella – reca nel suo stesso nome traccia delle profonde radici cristiane e custodisce con orgoglio le proprie antiche tradizioni istituzionali. Sono certo che la Sua presenza in questo Paese sarà della più alta ispirazione per le Autorità e per i cittadini del Titano, così come per tutti gli uomini e le donne di buona volontà, confortati dal Suo costante richiamo, nei Suoi viaggi apostolici e nelle Sue visite, affinché si operi come costruttori di pacificazione e si ricerchi la concordia tra i popoli.
In un frangente storico in cui l’ordine internazionale è vieppiù esposto a pericolose pulsioni verso la legge del più forte, la Sua incessante vicinanza alle comunità di ogni Stato, piccolo o grande che sia, infonde speranza e fiducia nel futuro”. “Con tali sentimenti, voglia accogliere, Santità, le espressioni della mia massima considerazione e dell’affetto dell’intero popolo italiano”, conclude il Presidente della Repubblica.



