Il racconto della risurrezione di Lazzaro, ci invita “a liberare i nostri cuori da abitudini, condizionamenti e modi di pensare che, come macigni, ci chiudono nei sepolcri dell’egoismo, del materialismo, della violenza, della superficialità. In questi luoghi non c’è vita, ma solo smarrimento, insoddisfazione e solitudine”. Papa Leone XIV lo ha detto nella riflessione prima della recita della preghiera dell’Angelus alle dodici di oggi.
Dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico il Papa ha commentato il Vangelo che oggi viene proposto nella liturgia con il racconto della Resurrezione di Lazzaro “Nell’itinerario quaresimale, questo è un segno che parla della vittoria di Cristo sulla morte e del dono della vita eterna, che riceviamo con il Battesimo”.
Il Papa prosegue citando Sant’Agostino, e dice che la Grazia del Cristo Risorto “illumina il mondo che sembra in continua ricerca di novità e di cambiamento, anche a costo di sacrificare cose importanti – tempo, energie, valori, affetti – come se fama, beni materiali, divertimenti, relazioni effimere, potessero riempirci il cuore o renderci immortali. È il sintomo di un bisogno di infinito che ciascuno di noi porta in sé, la cui risposta però non può essere affidata a ciò che passa. Niente di finito può estinguere la nostra sete interiore, perché noi siamo fatti per Dio e non troviamo pace finché non riposiamo in Lui”.
Gesù ci sprona ad “uscire, rigenerati dalla sua grazia, da tali spazi angusti, per camminare nella luce dell’amore, come donne e uomini nuovi, capaci di sperare e amare sul modello della sua carità infinita, senza calcoli e senza misura”.
Dopo la preghiera il Papa parla dello “sgomento” per la situazione delle regioni lacerate da guerra e violenza “non possiamo rimanere in silenzio davanti alla sofferenza di così tante persone vittime inermi di questi conflitti. Ciò ferisce l’intera umanità”. Uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio. Il Papa chiede di perseverare nella preghiera perché cessino le ostilità e si aprano cammini di pace fondati sul dialogo e il rispetto della dignità.
Oggi pomeriggio in san Pietro che oggi è chiesa stazionale si rinnova il rito di antichissima tradizione della Chiesa romana nel periodo quaresimale dell’ostensione della Reliquia
Maggiore del “Volto Santo”. L’appuntamento è alle 18:00, durante il canto delle litanie, i fedeli percorreranno le navate della Basilica. Dalla loggia della Veronica vi sarà l’ostensione della reliquia del Volto Santo (Velo della Veronica). Seguirà, all’Altare della Cattedra, la Celebrazione eucaristica
“Continuo a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e dalla violenza”, scandisce dalla finestra del Palazzo Apostolico il Pontefice, dopo l’Angelus di questa quinta domenica di Quaresima, 22 marzo. Il pensiero del Vescovo di Roma è soprattutto per le centinaia di migliaia di persone che, seppur innocenti, pagano il prezzo più alto, diventando il primo e più tragico bersaglio di conflitti che non hanno scelto.
Cammini di pace
Le parole del Papa risuonano nette dagli altoparlanti di tutta Piazza San Pietro, dove sono diecimila i pellegrini riuniti sotto la finestra a guardare il drappo con lo stemma pontificio, il cui rosso spezza il grigiore di questa domenica romana.
Con forza Leone XIV rinnova l’appello, reiterato già negli Angelus precedenti, a “perseverare nella preghiera”, affinché “cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati sul dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana”.





