Partito da Algeri, dopo un volo di circa un’ora Papa Leone XIV è arrivato ad Annaba, l’antica Ippona. E per il Pontefice agostiniano è di fatto un vero e proprio ritorno a casa, un tornare alle proprie radici di fede e di vocazione. Leone è un figlio di Sant’Agostino, che tra il 396 e il 430 fu vescovo di Ippona.
Qui Sant’Agostino morì a circa 75 anni, mentre Ippona era assediata dai vandali. Le sue spoglie mortali vennero in un primo momento tumulato nella Basilica. Per sottrarlo alle profanazioni, il corpo di Agostino venne prima trasferito a Cagliari e successivamente, intorno al 723, le sue reliquie furono recuperate dal re longobardo Liutprando, che le fece traslare a Pavia e custodire nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove peraltro Papa Leone si recherà in visita il prossimo 20 giugno.
Annaba – o Ippona – nel corso dei secoli successivi ad Agostino fu conquistata prima dai bizantini ed infine distrutta dagli arabi nel VII secolo, che poi la ricostruirono con il nome di Annaba.
Delle vestigia di epoca romana sono rimasti fino ai giorni nostri visibili il foro pavimentato e circondato da portici colonnati; il teatro; il mercato; terme severiane; cisterne; mosaici figurati. Non mancano nemmeno elementi di epoca cristiana, tra cui figurano la Basilica Pacis, nella quale Sant’Agostino svolse il suo ministero episcopale, e annesso battistero.
Al suo arrivo al sito archeologico, Papa Leone XIV – nonostante la pioggia battente ed un programma di visita alle rovine più breve di quanto inizialmente previsto a causa delle avverse condizioni meteorologiche – è stato accolto da un responsabile locale. Successivamente, il Papa ha attraversato gli scavi e, giunto al termine del percorso, ha deposto una corona di fiori, mentre la corale dell’Istituto della Musica di Annaba ha intonato dei canti – in latino, berbero e arabo – basandosi su testi di Sant’Agostino dedicati alla pace e alla fratellanza. Al termine dell’esecuzione canora, il Pontefice – dopo aver brevemente pregato – ha lasciato il sito archeologico. Adesso il Papa raggiungerà la Casa di Accoglienza per Anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri, dove si fermerà per un breve saluto.
La visita agli anziani di Annaba
Dopo aver lasciato il sito archeologico di Ippona, Papa Leone XIV ha raggiunto la Casa di Accoglienza per Anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri dove ha visitato la struttura.
“Sono contento – ha esordito Papa Leone nel suo saluto ai presenti – perché qui abita Dio, perché dove c’è amore e servizio, lì c’è Dio”.
Il Papa ha ringraziato le Piccole Sorelle dei Poveri, la Madre Superiora, il personale di servizio e l’Arcivescovo emerito di Algeri, Monsignor Paul Desfarges, definendo toccanti le parole pronunciate dal presule. “AscoltandoLa e vedendo la Sua presenza qui in mezzo ai fratelli e alle sorelle anziani, viene spontaneo lodare Dio e ringraziarlo. Come fece Gesù”.
Leone XIV ha poi salutato anche Salah Bouchemel – un anziano algerino di religione musulmana – ringraziandolo “per la sua testimonianza, così bella e consolante. Penso che il Signore, dal Cielo, vedendo una casa come questa, dove si cerca di vivere insieme nella fraternità, possa pensare: allora c’è speranza! Sì – ha scandito il Papa – perché il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Come cercate di fare qui nel servizio quotidiano, nell’amicizia, nel vivere insieme”.
“Grazie – ha concluso Papa Leone – di questo incontro! Vi porto nella mia preghiera”.
Nel primo pomeriggio Papa Leone XIV concluderà la sua visita ad Ippona, celebrando la Messa nella Basilica di Sant’Agostino: al termine della celebrazione il Papa ritornerà ad Algeri.





