Da oggi “abbiamo deciso di cancellare la sigla della nostra trasmissione ed aprire tutti i giorni con una finestra per seguire il diario di viaggio di Papa Leone XIV in Algeria, in Camerun, in Angola, in Guinea Equatoriale. Un viaggio apostolico che durerà fino a giovedì 23 aprile”. Lo ha detto Pierluigi Diaco oggi nell’anteprima del suo programma su Rai 2, Bellamà.
“Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio. Recita così una delle beatitudini – ha aggiunto il giornalista a inizio del programma – quindi mi permetto di dire che mai come oggi il Santo Padre ha bisogno del nostro, del vostro sostegno. Noi operatori dell’informazione possiamo fare solo una cosa, dare spazio alla sua voce”. Quindi grazie “alla straordinaria collaborazione con il Tg2 diretto da Antonio Preziosi da qui a giovedì prossimo apriremo il programma con una finestra sul viaggio del Papa in Africa e lo faremo con il vaticanista Rosario Carello che lo sta seguendo”.
L’inviato Rai si è collegato da Annaba in Algeria “il nuovo nome di Ippona, la città che è stata da sempre collegata a Sant’Agostino perché era quella appunto di cui era vescovo” ha spiegato il vaticanista.
Papa Leone “in questi giorni in Africa sta rilanciando segni concreti di fraternità e di pace”. Diaco ha chiesto a Carello se pensasse che il pontefice potesse parlare nell’omelia di oggi anche degli attacchi ricevuti da Trump: “Se devo dire la mia opinione non penso accadrà assolutamente – ha risposto il vaticanista -. Papa Leone non sceglierebbe mai di rivolgersi a Trump da una chiesadurante un’omelia”. Anche ieri “non ne aveva parlato inizialmente nemmeno nel suo saluto spontaneo ai giornalisti in aereo, ma l’ha fatto solo quando gli è stato chiesto”. Allora al di là di tutto “quando il Papa parla e chiede la pace – ha proseguito Carello – lo fa non soltanto per quel buonsenso che ci unisce tutti ma perché è il portavoce di persone senza voce che chiedono a lui un intervento a favore della giustizia e della riconciliazione e della fraternità”.





