“Nel tempo pasquale, come la Chiesa nascente, ritorniamo a parole di Gesù che sprigionano il loro pieno significato alla luce della sua passione, morte e risurrezione. Quello che prima ai discepoli sfuggiva o provocava turbamento, ora riaffiora alla memoria, scalda il cuore e dona speranza”. Con queste parole il Papa accoglie i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro anche questa Domenica per recitare il Regina Cæli.
“Il Vangelo proclamato questa domenica ci introduce nel dialogo del Maestro con i suoi durante l’Ultima Cena. In particolare, ascoltiamo una promessa che ci coinvolge fin da ora nel mistero della sua risurrezione. Gesù dice: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi». Gli Apostoli scoprono così che in Dio c’è posto per ciascuno”, continua Papa Leone XIV prima della preghiera mariana in questa domenica dalle temperature primaverili.
“Anche ora, davanti alla morte, Gesù parla di una casa, questa volta molto grande: è la casa del Padre suo e Padre nostro, dove c’è posto per tutti. Il Figlio si descrive come il servo che prepara le stanze, perché ogni fratello e sorella, arrivando, trovi pronta la sua e si senta da sempre atteso e finalmente ritrovato. Carissimi, nel mondo vecchio in cui ancora siamo in cammino, ad attirare l’attenzione sono i luoghi esclusivi, le esperienze alla portata di pochi, il privilegio di entrare dove nessun altro può. Invece, nel mondo nuovo in cui il Risorto ci porta, ciò che vale di più è alla portata di tutti. Ma non per questo perde attrattiva. Al contrario, ciò che è aperto a tutti ora dà gioia: la gratitudine prende il posto della competizione; l’accoglienza cancella l’esclusione; l’abbondanza non comporta più diseguaglianza. Soprattutto, nessuno è confuso con qualcun altro, nessuno è perduto. La morte minaccia di cancellare il nome e la memoria, ma in Dio ognuno è finalmente sé stesso. In verità, è questo il posto che cerchiamo per tutta la vita, talvolta disposti a tutto pur di avere un po’ di attenzione e di riconoscimento”, sottolinea il Papa.
Per il Pontefice è la fede che “libera il nostro cuore dall’ansia di avere e di ottenere, dall’inganno di rincorrere un posto di prestigio per valere qualcosa. Ognuno ha già valore infinito nel mistero di Dio, che è la vera realtà”. “È il comandamento nuovo: anticipiamo così il cielo sulla terra, riveliamo a tutti che la fraternità e la pace sono il nostro destino. Nell’amore, infatti, in mezzo a una moltitudine di fratelli ognuno scopre di essere unico”, conclude il Papa prima di recitare il Regina Cæli.
Subito dopo la recita con i fedeli in piazza, il Papa passa ai consueti appelli e saluti. Il Papa ricorda subito il mese di maggio dedicato a Maria. “Si rinnova la gioia di ritrovarsi nel nome di Maria specialmente a pregare il Rosario”. “Maria Santissima era in mezzo agli apostoli e il suo cuore custodiva il fuoco. Le affido le mie intenzioni in particolare la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo”, dice il Pontefice.
“Oggi si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa patrocinata dall’Unesco, questo diritto è spesso violato, a volte nascosto, ricordiamo i giornalisti e i reporter vittime della violenza. Un saluto anche all’Associazione Meter che difende i minori dalla piaga degli abusi. Grazie per il vostro servizio!”, conclude così il Papa questa domenica.






