Nel brano evangelico di oggi Gesù “rivela il vero significato dei precetti della Legge di Mosè: essi non servono a soddisfare un bisogno religioso esteriore per sentirsi a posto davanti a Dio, ma a farci entrare nella relazione d’amore con Dio e con i fratelli. Per questo Gesù dice di non essere venuto ad abolire la Legge, ma a dare il pieno compimento”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV, introducendo la preghiera mariana dell’Angelus.
“Il compimento della Legge – ha spiegato il Papa – è proprio l’amore, che ne realizza il significato profondo e lo scopo ultimo. Si tratta di acquisire una giustizia superiore che non si limita a osservare i comandamenti, ma ci apre all’amore e ci impegna nell’amore”.
“La Legge – ha proseguito Papa Leone – è stata data a Mosè e ai profeti come una via per iniziare a conoscere Dio e il suo progetto su di noi e sulla storia. Ma ora Lui stesso, nella persona di Gesù, è venuto in mezzo a noi, il quale ha portato a compimento la Legge, facendoci diventare figli del Padre e donandoci la grazia di entrare in relazione con Lui come figli e come fratelli tra di noi”.
“Gesù – ha concluso – insegna che la vera giustizia è l’amore e che, dentro ogni precetto della Legge, dobbiamo cogliere un’esigenza d’amore. Il Vangelo ci offre questo prezioso insegnamento: non serve una giustizia minima, serve un amore grande, che è possibile grazie alla forza di Dio”.
“Sono vicino – ha detto il Papa, dopo aver recitato l’Angelus – alle popolazioni del Madagascar colpite a poca distanza di tempo da due cicloni con inondazioni e frane, prego per le vittime e i loro familiari e per quanti anni hanno subito gravi danni, Ricorre nei prossimi giorni il Capodanno lunare celebrato da miliardi di persone in Asia orientale in altre parti del mondo: questa Gioiosa festa incoraggi a vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia, porti serenità nelle case e nella società. Sìa occasione per guardare insieme al futuro, costruendo pace e prosperità”.




