”Le relazioni umane sono segnate anche dalla contraddizione, fino al fratricidio”. Lo ha evidenziato il Papa all’udienza generale. ”Caino percepisce il fratello Abele come un concorrente, una minaccia, e nella sua frustrazione non si sente capace di amarlo e di stimarlo. Ed ecco la gelosia, l’invidia, il sangue. La logica di Dio, invece, è tutt’altra”, ha osservato.
”Dio rimane fedele per sempre al suo disegno di amore e di vita; non si stanca di sostenere l’umanità anche quando, sulla scia di Caino, obbedisce all’istinto cieco della violenza nelle guerre, nelle discriminazioni, nei razzismi, nelle molteplici forme di schiavitù”, ha detto Leone.
”C’è nel mondo una malattia diffusa: la mancanza di fiducia nella vita. Come se ci si fosse rassegnati a una fatalità negativa, di rinuncia. La vita rischia di non rappresentare più una possibilità ricevuta in dono, ma un’incognita, quasi una minaccia da cui preservarsi per non rimanere delusi”. Per questo, ha detto il Pontefice, ”il coraggio di vivere e di generare vita, di testimoniare che Dio è per eccellenza «l’amante della vita», come afferma il Libro della Sapienza , oggi è un richiamo quanto mai urgente.
”Senza la speranza – ha continuato il Papa – la vita rischia di apparire come una parentesi tra due notti eterne, una breve pausa tra il prima e il dopo del nostro passaggio sulla terra. Sperare nella vita significa invece pregustare la meta, credere come sicuro ciò che ancora non vediamo e non tocchiamo, fidarci e affidarci all’amore di un Padre che ci ha creato perché ci ha voluto con amore e ci vuole felici”.
Nella catechesi, il Papa ha spiegato che cosa significhi generare: e’ ”fidarsi del Dio della vita e promuovere l’umano in tutte le sue espressioni: anzitutto nella meravigliosa avventura della maternità e della paternità, anche in contesti sociali nei quali le famiglie faticano a sostenere l’onere del quotidiano, rimanendo spesso frenate nei loro progetti e nei loro sogni. In questa stessa logica, generare è impegnarsi per un’economia solidale, ricercare il bene comune equamente fruito da tutti, rispettare e curare il creato, offrire conforto con l’ascolto, la presenza, l’aiuto concreto e disinteressato”.
”Per quelli di voi che vivono la vocazione della vita coniugale” ” scoprire il dono e l’avventura della maternità e della paternità, in cui siete chiamati a partecipare nel portare nuove vite in questo mondo e prepararle per la vita che è eterna”. Un appello a fare figli e’ arrivato dal Papa nel corso dei saluti ai fedeli di lingua inglese presenti all’udienza generale in piazza S. Pietro. ” Non abbiate paura di questa avventura, ma apritevi in preghiera al dono della vita, confidando nel Dio che sappiamo che ci ama”, ha detto.”
Nelle vostre famiglie non manchi il coraggio di prendere decisioni sulla maternità e la paternità. Non abbiate paura di accogliere e difendere ogni bambino concepito”. Lo ha detto il Papa nell’udienza generale nei saluti ai fedeli di lingua polacca.
“Domani mi recherò in Turchia e poi in Libano – ha concluso Leone XIV – Sarà l’occasione per ricordare i 1700 anni del Concilio ecumenico di Nicea e incontrare la comunità cattolica, i fratelli cristiani e di altre religioni. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera”.
Foto: Vatican Media






