Papa Leone XIV, nella basilica di San Giovanni in Laterano, ha presieduto la messa in occasione dell’insediamento sulla Cattedra di Vescovo di Roma.
ha concelebrato con il Pontefice il cardinale vicario della Diocesi di Roma, Baldassare Reina, il vicegerente della Diocesi di Roma mons. Renato Tarantelli, i cardinali, i vescovi e i parroci di Roma. Prevost ha fatto ingresso in basilica dalla Porta Santa.
Il Papa si è insediato come vescovo di Roma, prendendo possesso della Cattedra Romana. Dopo questo gesto simbolico, il sedersi sulla cattedra, nella basilica di San Giovanni in Laterano, ha ricevuto l’atto di obbedienza da parte di alcuni rappresentanti della diocesi di Roma.
L’omelia
“La Chiesa di Roma è erede di una grande storia, radicata nella testimonianza di Pietro, di Paolo e di innumerevoli martiri, e ha una missione unica, ben indicata da ciò che è scritto sulla facciata di questa Cattedrale: essere Mater omnium Ecclesiarum, Madre di tutte le Chiese”. Lo ha detto Leone XIV nell’omelia per la celebrazione di insediamento a S. Giovanni in Laterano.
“Spesso Papa Francesco ci ha invitato a riflettere sulla dimensione materna della Chiesa e sulle caratteristiche che le sono proprie: la tenerezza, la disponibilità al sacrificio e quella capacità di ascolto che permette non solo di soccorrere, ma spesso di prevenire i bisogni e le attese, prima ancora che siano espresse. Sono tratti che ci auguriamo crescano ovunque nel popolo di Dio, anche qui, nella nostra grande famiglia diocesana: nei fedeli, nei pastori, in me per primo”, l’auspicio di Papa Prevost.
”Negli Atti degli Apostoli si narra di come la comunità delle origini ha affrontato la sfida dell’apertura al mondo pagano nell’annuncio del Vangelo. Non è stato un processo facile: ha richiesto tanta pazienza e ascolto reciproco; ciò è avvenuto anzitutto all’interno della comunità di Antiochia, dove i fratelli, dialogando – anche discutendo – sono arrivati a definire insieme la questione”, ha detto ancora il Santo Padre
”Poi però Paolo e Barnaba sono saliti a Gerusalemme. Non hanno deciso per conto loro: hanno cercato la comunione con la Chiesa madre e vi si sono recati con umiltà. Lì hanno trovato, ad ascoltarli, Pietro e gli Apostoli. Si è così intavolato il dialogo – ha spiegato Leone – che finalmente ha portato alla giusta decisione: riconoscendo e considerando la fatica dei neofiti, si è concordato di non imporre loro pesi eccessivi, ma di limitarsi a chiedere l’essenziale. Così, quello che poteva sembrare un problema è divenuto per tutti un’occasione per riflettere e crescere”.
”Il testo biblico, però, ci dice di più, andando oltre la pur ricca e interessante dinamica umana dell’evento. Ce lo rivelano le parole che i fratelli di Gerusalemme rivolgono, per lettera, a quelli di Antiochia, comunicando loro le decisioni prese. Ci ricordano – ha detto Prevost – che la comunione si costruisce prima di tutto ”in ginocchio”, nella preghiera e in un continuo impegno di conversione. Solo in tale tensione, infatti, ciascuno può sentire in sé la voce dello Spirito che grida: ‘Abbà! Padre!’ e di conseguenza ascoltare e comprendere gli altri come fratelli”.
”Noi siamo tanto più capaci di annunciare il Vangelo quanto più ce ne lasciamo conquistare e trasformare, permettendo alla potenza dello Spirito di purificarci nell’intimo, di rendere semplici le nostre parole, onesti e limpidi i nostri desideri, generose le nostre azioni”.
”Esprimo il desiderio e l’impegno di entrare in questo cantiere così vasto mettendomi, per quanto mi sarà possibile, in ascolto di tutti, per apprendere, comprendere e decidere insieme: ‘cristiano con voi e Vescovo per voi’ come diceva Sant’Agostino”, ha continuato Leone XIV.
” Vi chiedo di aiutarmi a farlo in uno sforzo comune di preghiera e di carità, ricordando le parole di San Leone Magno: ‘Tutto il bene da noi compiuto nello svolgimento del nostro ministero è opera di Cristo; e non di noi, che non possiamo nulla senza di lui, ma di lui ci gloriamo, lui da cui deriva tutta l’efficacia del nostro operare”’, ha sottolineato ancora Papa Prevost che a queste parole ha aggiunto quelle ”del Beato Giovanni Paolo I, che il 23 settembre 1978, con il volto radioso e sereno che già gli era valso l’appellativo di ”Papa del sorriso”, così salutava la sua nuova famiglia diocesana: ‘San Pio X – diceva – entrando patriarca a Venezia, aveva esclamato in San Marco: ‘Cosa sarebbe di me, Veneziani, se non vi amassi?’. Io dico ai romani qualcosa di simile: posso assicurarvi che vi amo, che desidero solo entrare al vostro servizio e mettere a disposizione di tutti le mie povere forze, quel poco che ho e che sono”’.
”Anch’io – ha osservato Papa Leone XIV – vi esprimo tutto il mio affetto, con il desiderio di condividere con voi, nel cammino comune, gioie e dolori, fatiche e speranze. Anch’io vi offro ”quel poco che ho e che sono”, e lo affido all’intercessione dei Santi Pietro e Paolo e di tanti altri fratelli e sorelle la cui santità ha illuminato la storia di questa Chiesa e le vie di questa città”.
Papa Prevost, insediandosi sulla Cathedra Romana, ha riflettuto sul ”cammino impegnativo che la Diocesi di Roma sta percorrendo in questi anni, articolato su vari livelli di ascolto: verso il mondo circostante, per accoglierne le sfide, e all’interno delle comunità, per comprendere i bisogni e promuovere sapienti e profetiche iniziative di evangelizzazione e di carità. È un cammino difficile, ancora in corso, che cerca di abbracciare una realtà molto ricca, ma anche molto complessa”.
”È però degno della storia di questa Chiesa, che tante volte ha dimostrato di saper pensare ”in grande”, spendendosi senza riserve in progetti coraggiosi, e mettendosi in gioco anche di fronte a scenari nuovi e impegnativi”, ha concluso Leone.
”Ne è segno – dice – il grande lavoro con cui tutta la diocesi, proprio in questi giorni, si sta prodigando per il Giubileo, nell’accoglienza e nella cura dei pellegrini e in innumerevoli altre iniziative. Grazie a tanti sforzi, la città appare a chi vi giunge, a volte da molto lontano, come una grande casa aperta e accogliente, e soprattutto come un focolare di fede”.
Foto: Vatican Media






