“Anche ai nostri giorni c’è bisogno di donne generose. In proposito, permettetemi di rivolgere un particolare saluto alle sorelle Carmelitane Scalze di Terra Santa, qui presenti: è importante ciò che state facendo, con la vostra presenza vigile e silenziosa in luoghi purtroppo dilaniati dall’odio e dalla violenza, con la vostra testimonianza di abbandono fiducioso in Dio, con la vostra costante invocazione per la pace”. Il Papa, ricevendo in udienza le monache Carmelitane Scalze di Terra Santa, le partecipanti ai Capitoli Generali delle Suore di Santa Caterina Vergine e Martire, delle Salesiane Missionarie di Maria Immacolata e delle Suore di San Paolo di Chartres, rende omaggio al loro coraggio e all’impegno in terre dilaniate dalla guerra.
“Tutti vi accompagniamo con la nostra preghiera e, anche attraverso di voi, ci facciamo vicini a chi soffre. Grazie a tutte voi, sorelle, per il bene che fate in tanti Paesi del mondo e in tanti contesti diversi”, dice Prevost. L’omaggio di Leone nell’udienza a gruppi di monache “Dio ha trovato non una, ma molte donne forti e coraggiose, che non hanno esitato a correre rischi e ad affrontare problemi per abbracciare i suoi progetti e rispondere ”sì” alla sua chiamata”.
“Non solo: esse – osserva il Pontefice – hanno aperto la via a molte altre che, come voi, seguendo Cristo povero, casto e obbediente, ne hanno continuato l’opera, a volte fino al martirio”.”Parliamo di donne straordinarie – evidenzia – che sono partite in missione in tempi difficili; che si sono chinate sulle miserie morali e materiali negli ambienti più abbandonati della società; che, per stare vicino a chi era nel bisogno, hanno accettato di rischiare la vita, fino a perderla, vittime di brutali violenze in tempi di guerra”, “Forse qualcuno, – dice Prevost – nel nostro mondo immanentista, potrebbe pensare che questo sia ”spiritualismo”, ma sarebbe facilmente smentito proprio dalla testimonianza di ciò che, nel corso dei secoli, le vostre Congregazioni hanno fatto e continuano a fare. Solo grazie alla forza che viene da Dio, infatti, tutto ciò è stato possibile. Del resto lo sperimentiamo ogni giorno: il nostro lavoro è nelle mani del Signore, e noi siamo solo strumenti piccoli e inadeguati, ”servi inutili”, come dice il Vangelo”.
Il telegramma al rabbino capo di Roma
In occasione delle prossime ricorrenze di Rosh ha-shanah (il Capodanno ebraico), di Yom Kippur e di Sukkot, papa Leone invia un telegramma di “cordiali auguri” al rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, e alla Comunità ebraica romana in cui auspica che vengano approfonditi “gli sforzi per l’amicizia tra di noi, nella città di Roma e nel mondo”. “Dio – aggiunge il Pontefice – ci conceda il dono della pace e l’instancabile desiderio di promuoverla”.
Le udienze
Il Papa stamani ha ricevuto in udienza il card. Robert Sarah, prefetto emerito della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti e Frank-Walter Steinmeier, Presidente della Repubblica Federale di Germania, con la consorte, e seguito. Lo fa sapere il Vaticano.
Il trasferimento a Castel Gandolfo
Anche oggi, al termine di una mattinata ricca di udienze, tra cui spicca quella con il presidente della Repubblica federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier, papa Leone ha programmato per la giornata il trasferimento a Villa Barberini a Castel Gandolfo, per trascorrervi la notte e domani una giornata di relativo riposo. Si tratta della terza trasferta di fila del Pontefice, sempre più, quindi un appuntamento fisso per riposare, pregare, meditare e respirare l’aria salubre dei colli vista lago in vista di una nuova settimana fitta di impegni. Il rientro è previsto entro la serata di domani: mercoledì mattina Leone ha il consueto appuntamento con i fedeli per l’udienza generale.
Foto: Vatican Media





