“La pace deve essere giusta. Ma giusta è la pace ed è sempre un compromesso che declina principi e realtà”. Così il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, in un’intervista al Corriere della sera, parlando delle trattative di pace per l’Ucraina.
Rispondendo a una domanda su Trump, Zuppi ha detto che “la sua insistenza ha portato al dialogo in Medio Oriente e in Ucraina, aprendo finestre che sembravano sigillate”, anche se “preoccupa che abbia cambiato il nome del Dipartimento della difesa in Dipartimento della guerra”.
Sul riarmo europeo, il cardinale ha sottolineato che “la Ue avrebbe bisogno di un efficace coordinamento unitario, premessa a un esercito europeo. Un riarmo proporzionato ai reali rischi della sicurezza”. Parlando dei centri in Albania, poi, Zuppi ha commentato così: “dobbiamo stare attenti a non credere e far credere che c’è più sicurezza se alziamo ancora di più i muri.
Si sconfigge l’illegalità con una legalità che funzioni”.
La Chiesa, ha proseguito Zuppi ragionando sul fine vita, “non avallerà mai una legge che autorizzi il suicidio o l’eutanasia.
Il nostro auspicio è che il legislatore segua il solco delle sentenze della Corte costituzionale, con le eccezioni previste nella parte in cui si depenalizzano alcuni comportamenti in casi determinati di malati terminali”.





