“Prima udienza generale del nuovo anno a poche ore dal concistoro, facciamoci eco di speranze e angosce dei popoli’ ”Dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere attenti interpreti dei segni dei tempi, gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace”. Lo dice il Papa nella prima udienza generale del nuovo anno, che si tiene in Aula Paolo VI, a poche ore dall’inizio del concistoro straordinario da lui convocato per confrontarsi con i cardinali di tutto il mondo sulle riforme future per la Chiesa.
Il nuovo ciclo di catechesi sarà dedicato al Concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi documenti. Il Pontefice, ricordando che da poco si sono ricordato i sessant’anni dal Concilio Vaticano II, ne parla come della ”stella polare” della Chiesa: ”Anche se il tempo che ci separa da questo evento non è tantissimo, è altrettanto vero che la generazione di Vescovi, teologi e credenti del Vaticano II oggi non c’è più. Pertanto, mentre avvertiamo la chiamata di non spegnerne la profezia e di cercare ancora vie e modi per attuarne le intuizioni, sarà importante conoscerlo nuovamente da vicino, e farlo non attraverso il ‘sentito dire’ o le interpretazioni che ne sono state date, ma rileggendo i suoi Documenti e riflettendo sul loro contenuto. Si tratta infatti del Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa”.
‘Il lavoro dei numerosi Padri convocati, provenienti dalla Chiese di tutti i continenti, – ricorda Leone a poche ore dal concistoro straordinario – in effetti spianò la strada per una nuova stagione ecclesiale. Dopo una ricca riflessione biblica, teologica e liturgica che aveva attraversato il Novecento, il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama a essere suoi figli; ha guardato alla Chiesa alla luce del Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unità tra Dio e il suo popolo; ha avviato un’importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio. Al tempo stesso, ci ha aiutati ad aprirci al mondo e a cogliere i cambiamenti e le sfide dell’epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità, come una Chiesa che desidera aprire le braccia verso l’umanità, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna”.
Papa Leone XIV sottolinea, citando Paolo VI, che ”grazie al Concilio Vaticano II, ‘la Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio’, impegnandosi a cercare la verità attraverso la via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso e del dialogo con le persone di buona volontà. Questo spirito, questo atteggiamento interiore, deve caratterizzare la nostra vita spirituale e l’azione pastorale della Chiesa, perché dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale”.
”Facciamo il nostro viaggio per riscoprire gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, accogliamo il passato con la sua ricca tradizione; consideriamo il presente con le sue gioie e dolori; e guardiamo al futuro con un appello urgente per una maggiore giustizia, amore e pace”. Lo ammonisce il Papa all’udienza generale salutando i fedeli di lingua inglese. Ricordando che le catechesi del nuovo anno saranno dedicate al Concilio Vaticano II e alla riflessione dei suoi documenti, papa Prevost ricorda che ”l’opera dei Padri Conciliali aprì la strada a una nuova stagione ecclesiale, ponendo al centro il mistero della salvezza e l’unità tra Dio e il suo popolo. Allo stesso tempo, ha portato la Chiesa a cercare il dialogo con persone di buona volontà per un mondo più giusto e fraterno. Vediamo che i documenti non hanno perso nulla della loro rilevanza e sono pertinenti alle richieste e alle sfide di oggi. Studiare attentamente i documenti del Concilio ci aiuterà ad essere interpreti attenti dei segni dei tempi e a proclamare il Vangelo a tutti”.
Foto: Vatican Media




