“Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni”. Così si conclude il messaggio che l’Arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha scritto per i funerali di Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese morto nel rogo della notte di Capodanno a Crans Montana. “Carissimi fratelli e sorelle – recita la missiva- purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina a dare l’ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione. Dare l’ultimo saluto – aggiunge il cardinale -: sembra incredibile pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava ed è così perché siamo fatti per vivere”.
Poi, prosegue Zuppi, “il pensiero si allarga ai giovanissimi amici di Giovanni travolti nel rogo ai tanti che ne porteranno a lungo le ferite, al capotreno ucciso l’altra sera qui a Bologna. Sento l’unica consolazione nella luce tenera del Natale. E di quell’astro del cielo che l’enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra accettando la debolezza e il limite umano la nostra sofferenza, la nostra morte”.
A giudizio dell’Arcivescovo di Bologna “Natale non è affatto un facile sentimento da poco prezzo. Natale è luce che lotta contro le tenebre e le vince perché ama fino alla fine e perché così la nostra vita non finisca. In questi giorni terribili e tanto sconforto abbiamo tutti sperimentato distintivo amore e solidarietà tra di noi. Quanto è importante E quanto ci fa bene un vero balsamo. Ci siamo stretti tra noi e i suoi familiari e un po’ lo siamo diventati tutti. Lo siamo, fratelli tutti. L’amore è la risposta al male”.
Pertanto, sottolinea Zuppi, “questo ci fa intuire il più grande amore, quello di Dio, Gesù che viene perché proprio Giovanni sia sempre con noi e con lui. Amore e fede, luce che come stella in cielo in me si intinda. Quell’astro del cielo – dice ancora – che è luce umana e divina che ci insegna a lottare sempre contro ogni male e contro tutto ciò che offende e distrugge il delicatissimo e bellissimo fiore che è la vita di ogni persona”.
Quindi, esorta l’Arcivescovo, “l’amore riempie l’assenza come quei magi siamo cercatori di luce e di speranza. La stella che ci ha portato e ci porterà sempre a incontrare Gesù in mezzo a noi e dentro di noi. Oggi – conclude Zuppi – Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni”.
Le parole della mamma di Giovanni Tamburi
“Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio, credo che ne è molto felice anche lui, perché so che ci guarda”. Così la madre di Giovanni Tamburi, vittima 16enne della strage di Crans-Montana, Carla Masiello, poco prima dell’inizio della celebrazione dei funerali di suo figlio, commentando la folla di persone riunite davanti alla Cattedrale di San Pietro a Bologna.
“Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre. Ho perso un pezzo di vita, ma devo andare avanti per gli altri figli, ma penso che il Signore ha compiuto un miracolo perché non era sfigurato, è rimasto un angelo”. “Io ora – ha aggiunto – penso a piangerlo, poi confido che la giustizia sia fatta. Fa paura che possano succedere cose simili soprattutto in un Paese come la Svizzera, così rigido sulle regole”.
Parlando della presidente Giorgia Meloni, Masiello ha detto che “è stata meravigliosa: mi ha chiamato, si sentiva la sua partecipazione, mi ha promesso che avrebbe trovato mio figlio.
Ringrazio anche il cardinale Zuppi e l’onorevole Borgonzoni, come il Monsignor Ottani che si è sempre tenuto in contatto con me da Gersulamme celebrando le messe per Giovanni. E anche Don Stefano Greco che era padre spirituale di Giovanni e lo ha visto crescere” ha detto la donna, sottolineando che, per gli altri figli, andrà avanti “con la fede che sostiene: se il signore lo ha voluto forse, voleva preservarlo dai dolori della vita, perché il signore prende a sé quelli più cari”.
E “dare l’ultimo saluto oggi a Giovanni – dice anche Monisgnor Stefano Ottani, dando inizio alla funzione – sembra incredibile, pensando alla bellezza della vita che aveva davanti”. Con la Chiesa di San Bartolomeo, ha aggiunto, “abbiamo ricordato la sua chiacchierata, perché faceva domande difficili, era educato e attento: sempre accompagnato dalla mamma e dalla nonna Letizia”. “Non ti dimenticheremo mai” ha aggiunto, sempre dall’altare, una compagna di classe di Tamburi, Beatrice. “Mi manchi più di quanto riusciremo mai a spiegare a parole, da quando te ne sei andato hai lasciato uno spazio che difficilmente si riempirà” ha concluso la ragazza in lacrime.






