Il Papa, nell’omelia della messa a San Pietro per l’ordinazione dei nuovi sacerdoti della diocesi di Roma, invita i preti ad essere anche “cittadini onesti” e “costruttori di pace”. “Come l’amore degli sposi, così l’amore che ispira il celibato per il Regno di Dio va custodito e sempre rinnovato, perché ogni vero affetto matura e diventa fecondo nel tempo.
Siete chiamati a uno specifico, delicato, difficile modo di amare – ha detto Papa Leone XIV – e, ancora di più, di lasciarvi amare, nella libertà. Un modo che potrà fare di voi, oltre che dei buoni preti, anche dei cittadini onesti, disponibili, costruttori di pace e di amicizia sociale”.
Il Papa chiede ai nuovi sacerdoti di non avere paura in una società dove invece “il bisogno di sicurezza rende aggressivi”. Commentando il Vangelo del giorno, Papa Leone nell’omelia ha sottolineato: “La denuncia non diventa rinuncia, il pericolo non induce alla fuga. Ecco un secondo segreto per la vita del prete: la realtà non deve farci paura. A chiamarci è il Signore della vita. Il ministero che vi viene affidato – ha detto ai nuovi sacerdoti della diocesi di Roma -, carissimi, comunichi la pace di chi, anche fra i pericoli, sa perché è sicuro”.
Il Pontefice ha proseguito: “Oggi il bisogno di sicurezza rende aggressivi gli animi, chiude su sé stesse le comunità, induce a cercare nemici e capri espiatori. C’è spesso paura attorno a noi e forse dentro di noi. La vostra sicurezza non risieda nel ruolo che avete, ma nella vita, morte e risurrezione di Gesù, nella storia di salvezza a cui partecipate col vostro popolo. È una salvezza che già opera in tanto bene compiuto silenziosamente, fra persone di buona volontà, nelle parrocchie e negli ambienti a cui vi farete prossimi, come compagni di viaggio. Ciò che annunciate e celebrate vi custodirà anche in situazioni e tempi difficili”.
Il Papa chiede di non chiudere la porta della Chiesa e della salvezza agli altri: “Non nascondete mai questa porta santa, non bloccatela, non siate di impedimento a chi vuole entrare”. “Oggi più che mai, specialmente dove i numeri sembrano delineare un distacco fra le persone e la Chiesa, tenete la porta aperta!”, “voi siete un canale, non un filtro”. “Sentitevi parte di questa umanità sofferente, che attende la vita in abbondanza”, ha sottolineato Papa Leone XIV.
Dio “non soffoca la nostra libertà. Ci sono appartenenze che soffocano, compagnie in cui è facile entrare e quasi impossibile uscire. Non così la Chiesa del Signore, non così la compagnia dei suoi discepoli”, ha detto il Papa. “Tutti cerchiamo riparo, riposo e cura: la porta della Chiesa è aperta”. Poi il Pontefice ha avvisato che un sacerdote e un cristiano non deve estraniarsi dalla vita: “La vita non si esaurisce in parrocchia, nell’associazione, nel movimento, nel gruppo. Chi è salvato ‘esce e trova pascolo. Carissimi, uscite e trovate la cultura, la gente, la vita!”.
“Coloro per cui sarete preti – fedeli laici e famiglie, giovani e anziani, bambini e malati – abitano pascoli che dovete conoscere. A volte vi sembrerà di non averne le mappe. Le possiede però il buon Pastore, di cui ascoltare la voce, così familiare. Quante persone oggi si sentono perse! A molti pare di non potere più orientarsi. Non c’è allora testimonianza più preziosa di quella che confida: ‘Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce'”, ha concluso il Papa citando il salmo 23.
Foto: Vatican Media





