Come ogni martedì torna la rubrica dedicata alla figura di Tommaso da Olera, il frate cappuccino vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento e proclamato Beato nel 2013. Il testo è tratto da “Tommaso da Olera, saggezza umana e sapienza divina” a cura di Clemente Fillarini, Messaggero di Sant’Antonio Editrice.
La riflessione di oggi
La misericordia vi trattiene che perdoniate a tanti popoli e nazioni che pure vi odiano e perseguitano voi e i vostri fedeli […]. Bisogna che questa santa misericordia sia molto bella e sia gran signora, poiché da tutti è desiderata e bramata (I 269).
Spesso per “nazione” oggi intendiamo “stato” in senso politico, ma originariamente il latino natio [leggi “nazio”] indicava un gruppo di persone unite da una nascita o discendenza, e che quindi hanno una comunanza di origine, di lingua, di cultura e di storia. In questo senso va qui inteso tale vocabolo, anche perché in passato non sempre vi era un’organizzazione sociale come la intendiamo noi.
«Andando la maestà vostra in Egitto, vi andaste facendo a essi favori tanti e tali che l’Egitto si può gloriare tra tutte le nazioni del mondo che per sette anni cibò in tempo di persecuzione [di Erode] il suo redentore» (I 373). «[Gli apostoli] mandavano fuori da quelle beate lingue parole che rapivano le anime e i cuori dei poveri mortali, perché predicavano l’Evangelo di Cristo senza timore alcuno, facendo acquisto di regni, di città, di province, e gli uomini stupivano, si ammiravano, perché la loro predicazione era intesa da tutte le nazioni» (I 290-291). «E in particolar questo Spirito Santo li diede che parlavano ogni linguaggio, che da tutte le nazioni erano intesi» (II 569).
«E se non fosse l’abbondantissima misericordia vostra, chi mai si salverebbe? E però il santo nostro profeta Davide la cantava, la pubblicava, la lasciò scritta ne’ suoi cantici [salmi]: questa, o Dio nostro, è quella con la quale da nemici ci facciamo amici vostri; questa è quella che avete sempre usata in tutte le nazioni» (I 268). «E sì come Dio è adorato dalla moltitudine degli angioli e santi, così Maria è riverita dal cielo, dalla terra come regina e Madre di Dio [e anche] da re, principi, popoli, nazioni» (II 592).
«[Tu, eretico] domandi cosa che mai dopo la creazione del mondo è stata pretesa da nazione alcuna. Non sai che tutte le cose dimostrano aver avuto regola da un imperante, da un capo? Ma tu se vuoi la libertà della coscienza, di voler far a tuo modo e soddisfare ai tuoi disordinati appetiti, è un non volerti sottoporre a regola alcuna» (cf. III 129). «O Dio degli angioli, qual popolo o nazione fu già mai al mondo la quale non avesse pur qualche apertura per mezzo della quale venisse in cognizione della sua cecità? Solo gli eretici sono senz’alcuna disposizione e apertura per ricever il lume e cognizione della loro infedeltà» (III 194).





