“L’attacco di Trump è stato un boomerang ed è dispiaciuto ai cattolici Usa di ogni orientamento che sono contenti di aver un Papa americano che ha solo svolto la sua missione di opporsi alle guerre. Questo è un problema per la Casa Bianca e Rubio riannoda i fili del dialogo sulle questioni internazionali: Medio Oriente, Ucraina, Cuba, Venezuela”.
Lo afferma Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in un’intervista alla Stampa. “Non si sa – aggiunge – quando inizierà il post-Trump e quale posto vi avrà Rubio, ma è un cattolico per tradizione familiare e più di Vance, è adatto a discutere con la Santa Sede dove sono molto attenti ai dossier latinoamericani come Cuba e il futuro del Venezuela. Ciò per il background di Prevost e l’anima latina della Chiesa Usa”.
Parlando del coinvolgimento della Cina per il perseguimento della pace, Riccardi ricorda che “Rubio conosce bene l’interlocuzione vaticana con la Cina. La Santa Sede verso Pechino non è guidata da calcoli politici, ma da una visione pastorale. Oggi Pechino, che ha voce in capitolo in scenari come l’Iran, è consapevole che la Santa Sede ha un ruolo internazionale. La Cina è un player globale”. La Santa Sede, conclude, “è contraria a una politica muscolare, ai colpi di mano, alla logica del pensare a sé che va dall’egocentrismo personale all’egoismo nazionale. Come se ogni paese debba chiudersi per salvarsi dalla marea del mondo. La Santa Sede crede invece nella diplomazia, nel ritessere”.




