Ad Haiti continua incessantemente la crisi umanitaria e della sicurezza. Secondo il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite nel Paese, Carlos Ruiz Massieu, circa un milione e mezzo di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa della violenza delle bande armate. Come se non bastasse, negli ultimi tre mesi almeno 1.600 persone sono state uccise.
I gruppi criminali dominano la capitale
In un’intervista a Infobae, il diplomatico ha spiegato che i gruppi criminali, forti di un organico stimato tra i 10.000 e i 15.000 membri, esercitano un’influenza o un controllo su circa il 70-75 per cento della capitale Port-au-Prince. Ruiz Massieu ha ribadito che, nonostante il sostegno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu alla missione internazionale di supporto alla sicurezza, saranno necessari interventi coordinati sul fronte della sicurezza, della giustizia e dello sviluppo per riportare il Paese a una condizione di stabilità.
Una crisi senza precedenti ma dimenticata
Haiti vive una crisi senza precedenti almeno dall’assassinio del presidente Jovenel Moïse, avvenuto nel luglio 2021. Da allora le bande armate hanno progressivamente esteso il proprio controllo, paralizzando istituzioni, infrastrutture e servizi essenziali. Nel 2025, secondo la Banca Mondiale, l’economia haitiana si è contratta per il settimo anno consecutivo, con un calo del Pil reale del 2,7 per cento e un’inflazione media salita al 28,3 per cento. Quasi la metà della popolazione vive in condizioni di povertà estrema, con meno di tre euro al giorno. Per il 2026 le prospettive restano molto fragili: il Fondo Monetario Internazionale prevede un’ulteriore contrazione dell’economia pari all’1,7%, mentre l’inflazione, pur in lieve rallentamento, dovrebbe mantenersi intorno al 23,5%. La situazione della sicurezza continua però a deteriorarsi. Secondo le Nazioni Unite, nel 2025 oltre 5.500 persone sono state uccise e più di 2.600 ferite a causa della violenza delle bande. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio integrato delle Nazioni Unite per Haiti, nel 2026 l’instabilità nel Paese ha già causato almeno 1.642 morti e 745 feriti. Numeri che confermano la portata dell’escalation violenta e la difficoltà delle autorità nel ristabilire l’ordine. La missione multinazionale di supporto alla sicurezza guidata dal Kenya, dispiegata dal 2024, ha contribuito a proteggere alcune infrastrutture strategiche, ma finora non è riuscita a invertire il controllo territoriale esercitato dalle organizzazioni criminali, che continuano a dominare gran parte della capitale e ad ampliare la propria presenza anche in altre aree del Paese. (VN).




