Il Papa, dopo l’incontro con il Parlamento spagnolo, si è trasferito in auto alla sede della Conferenza Episcopale Spagnola, dove ha avuto luogo l’incontro con i Vescovi della Spagna. Al suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, mons. Luis Javier Argüello García, dall’Arcivescovo Metropolita di Madrid, Cardinale José Cobo Cano, e dal Segretario della Conferenza Episcopale, mons. Francisco César García Magán.
Dopo le parole di benvenuto del Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, il Papa ha pronunciato il suo discorso.
”Siamo chiamati a costruire una nuova realtà, attraverso il dialogo rispettoso e l’uso di nuovi linguaggi”. Lo chiede il Papa ai Vescovi spagnoli incontrati a Madrid. ”Anche i linguaggi in questa era digitale sono diversi e le culture che ora compongono il mosaico delle nostre realtà, con migranti da tutte le parti del mondo, sono cambiate, ma lo spirito deve rimanere. Quali sono i punti essenziali di quello spirito? Il primo riguarda la capacità di comunicare, di parlare con ogni realtà presente nel nostro territorio, di abbassarsi non solo per capire, ma per condividere.
Solo sulla base della condivisione di tutto ciò che di buono c’è nel proprio patrimonio, apportando ciascuno il proprio contributo, potremo costruire una realtà nuova in cui la fede possa radicarsi profondamente. Per questo, – osserva Leone – logicamente, bisogna cominciare imparando il linguaggio dell’altro, avviare processi e tessere legami dove poter seminare il seme del Regno”.
Il Papa, parlando alla Conferenza episcopale spagnola, affronta anche la piaga della pedofilia. Parlando dei momenti di ”oscurità”, il Pontefice osserva: ”Uno dei più dolorosi è con coloro che sono stati feriti proprio da chi doveva prendersi cura di loro, anche da membri del clero. Di fronte a questa piaga, la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura. Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione”. Il Papa nel pomeriggio dovrebbe incontrare alcune vittime di preti pedofili.
“Il nostro cammino è fatto di incontri”, “uno dei più dolorosi è con coloro che sono stati feriti proprio da chi doveva prendersi cura di loro, anche da membri del clero. Di fronte a questa piaga, la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura. Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione”.





