Padre Francesco Ielpo è il nuovo Custode di Terra Santa. Nato 55 anni fa a Lauria, in Basilicata, Ielpo succede a padre Francesco Patton che ha retto la Custodia in anni difficili per il Medio Oriente, dalle chiusure per il Covid alla guerra cominciata il 7 ottobre di due anni fa. La nomina di Ielpo è stata oggi confermata da Papa Leone XIV.
“Il servizio che l’Ordine e la Chiesa mi hanno chiesto, immediatamente, mi ha fatto percepire l’enorme sproporzione tra la mia misera persona e il compito che mi viene richiesto, in particolare nell’attuale momento storico”: così il nuovo capo dei francescani in Terra Santa ha commentato la sua nomina facendo riferimento anche alle tensioni che si vivono da anni in quella terra e che in queste ore vedono una vera e propria escalation.
I francescano sono in Medio Oriente da 800 anni, quando Francesco d’Assisi decise di mandare i suoi frati in tutte le nazioni. Una attenzione particolare c’era proprio per quella terra in cui era vissuto Gesù e da allora i religiosi sono chiamati a custodire i luoghi santi. Ma custodiscono anche e soprattutto le persone. “Io credo che in questi 800 anni, i frati della Custodia sono stati quella presenza che è rimasta sempre e comunque. Questo è quello che forse più di ogni altra cosa, siamo chiamati a continuare a svolgere: testimoniare grande amore a questa terra e alla sua gente”, ha detto padre Ielpo al Sir.
A sottolineare il legame particolare tra i francescani e la gente del Medio Oriente, dalla Palestina a Israele, dalla Siria al Libano, dalla Giordania all’Egitto, è stato anche il ministro generale dei francescani, fra Massimo Fusarelli, nel messaggio a tutti i frati del mondo in cui annuncia appunto la scelta di fra Francesco Ielpo come nuovo Custode. “Il particolare contesto di conflitto e di violenza che proprio in Terra Santa e nel Medio Oriente viola la dignità della vita umana, soprattutto dei più piccoli e indifesi, rende ancor più urgente e ‘martiriale’ la nostra missione in quei luoghi e ci richiama alla nostra vocazione di testimoni e operatori di riconciliazione e di pace”. “Proprio questa situazione ci aiuti a superare visioni umane parziali e a concentrarci su quanto chiede questa missione fondamentale”, scrive Fusarelli ringraziando i frati francescani “per la vostra testimonianza, che vi fa restare in Terra Santa, accanto e con la gente, come fratelli e minori e non come mercenari che scappano”. (ANSA).





