Il Papa, nell’omelia della Liturgia della Parola, nella chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, ha invitato a fare “crescere una Chiesa in cui si cammina insieme, capace di rinnovarsi senza dividersi, in cui tutti si riconoscono fratelli e lavorano con gioia al servizio del Regno di Dio”. Nella basilica sono presenti, all’interno e all’esterno, circa 1800 fedeli.
Il Papa ha anche invitato i fedeli “ad essere comunità cristiane centrate sull’essenziale, anche se ciò dovesse comportare la rinuncia a qualche struttura e a qualche sicurezza del passato. L’essenziale è vivere con Cristo, e diffondere il suo Vangelo è ciò che ci deve stare a cuore”. Leone sottolinea anche “il bisogno di rientrare in sé stessi, di non disperdersi nella frammentazione esteriore, di cercare e trovare un senso che orienti la nostra vita e animi le nostre relazioni, è un’esigenza comune a tutti: oggi esso riaffiora in modi diversi anche nella fretta e nella dispersione del vivere quotidiano, soprattutto negli interrogativi dei più giovani”.
“E, specialmente qui a Pavia – ha concluso Leone XIV -, sottolineo l’importanza della pastorale universitaria e del dialogo con la cultura. Lo studio e l’elaborazione scientifica spronano i credenti a pensare una proposta di fede capace di illuminare la ricerca di verità, di giustizia e di bellezza che muove l’animo umano”.
Il Papa, davanti alla basilica di San Pietro in Ciel d’oro a Pavia, dove sono custodite le reliquie di Sant’Agostino, ha rivolto un saluto a braccio sottolineando che il santo “ci insegna a vivere come fratelli e sorelle”. Per il Papa dobbiamo essere “segno di amore e carità nel mondo”, e “vivere il perdono, la riconciliazione e la pace”.
Le parole del Vescovo
“Qui Lei è di casa e si sente a casa, e desideriamo che si senta a casa, ospite atteso e amato, anche nella nostra comunità diocesana, che Lei oggi visita”. È il messaggio del vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, a Papa Leone XIV che è arrivato alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, seconda tappa della sua visita pastorale, dove sono conservate le reliquie di Sant’Agostino da oltre 1300 anni. Un luogo che il Santo Padre conosce “molto bene”, come ha evidenziato il vescovo, ricordando che Papa Leone “più volte, nella sua veste di priore generale dell’Ordine, venne qui a pregare il santo padre Agostino, qui accolse nel 2007, insieme al mio compianto predecessore, Mons. Giovanni Giudici, Papa Benedetto XVI, pellegrino dal suo amato Agostino – ha spiegato -; qui, il 25 febbraio 2024, come Prefetto del Dicastero per i vescovi, presiedette la solenne concelebrazione alla fine dell’anno agostiniano, dedicato alla memoria del 1300° anniversario della traslazione del corpo di Sant’Agostino dalla Sardegna a Pavia”.
La chiesa di Pavia ha poi osservato il vescovo “è antica” ma è “Chiesa viva, presente nel tessuto cittadino e nel territorio diocesano, dove i sacerdoti vivono il loro ministero a contatto con la gente”. Inoltre “ci sentiamo una Chiesa in cammino, dove sta crescendo la comunione tra le comunità religiose presenti e il loro inserimento attivo e ricco dei propri carismi nel tessuto della vita diocesana – ha concluso – dove c’è una vivace presenza di associazioni e movimenti, che si sentono parte di una stessa Chiesa“.
La visita al centro oncologico
“È stata una gioia immensa avere Papa Leone qui con noi, perché la semplicità della vita comincia con l’accoglienza. Quindi se sbagliamo l’accoglienza sbagliamo la cura, questo lo sappiamo ed è uno dei messaggi che lui ci ha voluto trasmettere”. È la testimonianza di Sabina Vennarini, responsabile della radioterapia pediatrica dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, nonché consulente per la protonterapia al Cnao di Pavia che è stato il primo luogo visitato dal Santo Padre nella sua visita pastorale nella città lombarda. “Dobbiamo essere noi professionisti, tutti i sanitari, uniti, a lavorare insieme – ha aggiunto parlando del messaggio lasciato dal Santo Padre – ma soprattutto non dobbiamo stancarci mai di aggiornarci, e avere un grande cuore per accogliere tutta questa sofferenza che, ahimè, interrompe bruscamente la vita di un bambino e soprattutto di un nucleo familiare”.
La visita del Papa, che ha incontrato alcuni bambini in cura con le loro famiglie, ha portato “gioia ed emozione”. Si tratta di bambini che hanno raggiunto ormai la fine di un percorso di cura, alcuni lo sono ancora e altri invece hanno ormai da tempo superato questo percorso. “È stato bellissimo come effettivamente lui abbia capito subito quella che è la missione dei sanitari – ha proseguito -, perché quando si ammala un bambino rispetto ad un paziente adulto, si ammala tutto il nucleo familiare. Quindi ha potenziato bene, nel suo discorso come effettivamente la presa in carico della famiglia è fondamentale”. “La forza della famiglia unita in questo percorso è fondamentale per il risultato delle cure”, ha concluso.
Durante la visita al Cnao, il centro oncologico a Pavia, dopo aver salutato individualmente i bambini e le persone in cura e le loro famiglie, Papa Leone XIV ha rivolto loro alcune parole. Ha sottolineato l’importanza della famiglia: “Fate capire a tutto il mondo – ha detto il Papa – come quando ci sono momenti difficili, se non c’è la presenza, l’amore della famiglia, tutto è più difficile”.
“Dio non vuole che nessuno soffra” ha aggiunto il Papa, spiegando: “Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli”.
Papa Leone ha sottolineato che in questo luogo si fanno “miracoli”. “Dio opera nelle nostre vite anche tramite i medici, gli infermieri, tante persone”. E infine il Papa ha ricordato l’importanza della ricerca, come via per preparare il futuro, e raccomandato “quando le cose sono difficili, mettiamo tutta la nostra fiducia in Dio”. Prima di lasciare il Centro, il Papa ha recitato il Padre Nostro insieme ai giovani in cura e alle loro famiglie, ha recitato il Padre Nostro.






