Il Papa, nell’incontro con vescovi, sacerdoti e religiosi a Luanda, ribadisce l’importanza di seguire Cristo e modellare su Lui la propria vita. “Vale la pena seguirlo nell’obbedienza, nella povertà, nella castità. Egli non toglie nulla! L’unica cosa che toglie a noi e prende su di sé è il peccato”. “Il Signore vi dona la gioia di essere suoi discepoli-missionari, la forza per vincere le insidie del maligno, la speranza della vita eterna”, ha aggiunto il Pontefice.Il Papa chiede a vescovi e sacerdoti dell’Angola di vivere al servizio del popolo: “Non cedete alla prepotenza e all’autoreferenzialità, non staccatevi dal popolo, specialmente dai poveri, rifuggite la ricerca dei privilegi”, l’appello di Leone ai leader della comunità cattolica di Luanda.
Il Papa chiede alla Chiesa d’Angola, come a quella di tutto il mondo, di testimoniare la pace. “In passato avete dimostrato coraggio nel denunciare il flagello della guerra, nel sostenere le popolazioni tormentate rimanendo al loro fianco, nel costruire e ricostruire, nell’indicare vie e soluzioni per porre fine al conflitto armato” ma “questo impegno non è finito! Promuovete dunque una memoria riconciliata, educando tutti alla concordia e valorizzando, in mezzo a voi, la testimonianza serena di quei fratelli e sorelle che, dopo aver attraversato tormenti dolorosi, hanno perdonato tutto. Gioite con loro, fate festa per la pace!”.
Il Papa ha chiesto dunque ai rappresentanti della Chiesa di stare sempre dalla parte dei deboli. “È quindi decisivo che, interpretando la realtà con saggezza, non smettiate di denunciare le ingiustizie, offrendo proposte secondo la carità cristiana. Continuate ad essere una Chiesa generosa, che coopera allo sviluppo integrale del vostro Paese. Per questo è stato ed è determinante tutto ciò che realizzate nei campi dell’istruzione e della sanità. In questo senso, quando sopraggiungeranno le difficoltà, ricordatevi dell’eroica testimonianza di fede degli angolani e delle angolane, missionari e missionarie nati qui o venuti dall’estero, che hanno avuto il coraggio di dare la vita per questo popolo e per il Vangelo, preferendo la morte al tradimento della giustizia, della verità, della misericordia, della carità e della pace di Cristo”.
Il Papa invita la comunità ad una formazione non solo permanente ma anche più ampia, dallo sport alla letteratura, e sempre comunque dedita alla preghiera. “Conoscere Cristo – dice Leone con riferimento al catechismo – passa, senza dubbio, attraverso una buona formazione iniziale”, “passa attraverso uno studio personale serio, per illuminare i fedeli che vi sono affidati salvandoli soprattutto dalla pericolosa illusione della superstizione. Tuttavia – spiega il Pontefice -, la formazione è molto più ampia: riguarda l’unità della vita interiore, la cura di noi stessi e del dono di Dio che abbiamo ricevuto, ricorrendo alla letteratura, alla musica, allo sport, alle arti in generale, e soprattutto alla preghiera di adorazione e contemplazione”.






