Primo Angelus ‘estivo’ di quest’anno per il Papa. La preghiera mariana delle 12.00 è stata recitata da Leone XIV a Castel Gandolfo dove sta trascorrendo un periodo di vacanze. Sono stati molti i fedeli che fin dalle prime ore di questa mattina hanno raggiunto Piazza della Libertà, cuore della cittadina sui Castelli Romani, nella quale si trova l’ingresso del Palazzo apostolico.
“La generosità di Dio nei nostri confronti non è ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilità di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui”. Così Papa Leone XIV nell’Angelus da Castel Gandolfo.
“Così, dalla gratuità e dalla fiducia con cui il seme è sparso e dall’umiltà e dalla disponibilità con cui è ricevuto, crescono in noi e si diffondono i frutti dello Spirito Santo, che sono, come insegna San Paolo: ‘amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé’. Quanto il nostro mondo ha bisogno di questi frutti: di esserne riempito e trasformato. Impegniamoci, allora, specialmente in questi giorni di ferie, a dare spazio all’ascolto, alla lettura e alla meditazione della parola di Dio, coltivando, assieme al riposo e al sano divertimento, anche momenti significativi di silenzio e di preghiera. Ritorneremo alle nostre occupazioni abituali rinnovati nel corpo e nello spirito, pronti ad annunciare la buona notizia del Vangelo e sempre più capaci di cooperare alla crescita del Regno di Dio”.
Dopo aver salutato gli abitanti di Castel Gandolfo, il borgo che lo ospita, Papa Leone ha parlato di guerra: “Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo seminando violenza, terrore e morte e colpendo ancora una volta tanti innocenti: non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa è sempre a fragile e vacillante. Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomaziaunico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura nella quale i popoli possano vivere riconciliati nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona”.
“Oggi – ha aggiunto – ricorre la domenica del mare. Il mio pensiero va a tutti marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli”.
Al termine dell’Angelus il Pontefice ha raggiunto i fedeli che gremivano Piazza della Libertà per salutarli prima di rientrare nel Palazzo Apostolico.





