La Domenica delle Palme ha aperto la Settimana Santa. Il Papa questa mattina in piazza S. Pietro ha presieduto la commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e la messa. E’ la prima volta che il Papa statunitense celebra il rito con cui si apre la Settimana Santa iniziando con la processione dall’obelisco per poi raggiungere il sagrato della Basilica di S. Pietro. Distribuiti 120 mila ramoscelli di ulivo in piazza.
Da giovedì si entrerà nel Triduo pasquale . Giovedì Santo (2 aprile) Papa Prevost presiederà la messa crismale nella Basilica di San Pietro; la messa in Coena Domini – nel pomeriggio -con la lavanda dei piedi segnera’ un ritorno alla tradizione liturgica del vescovo di Roma che torna a San Giovanni in Laterano nella sua cattedrale. Una variazione rispetto al pontificato di Francesco che solitamente celebrava la messa in carcere e in altri luoghi di sofferenza. Venerdì 3 aprile, Leone presiederà la Passione del Signore nella Basilica di S. Pietro e la sera sarà al Colosseo per la Via Crucis . Quindi sabato 4 aprile presiederà la Veglia di Pasqua in San Pietro. Messa nella Domenica di Pasqua e benedizione Urbi et Orbi.
L’omelia della domenica delle Palme
Tutti i fedeli attendono le parole del papa. Attendono le parole della sua omelia dopo la lettura della “Passio”, il Vangelo di oggi. “Mentre Gesù percorre la via della croce, ci mettiamo dietro di Lui, seguiamo i suoi passi. E camminando con Lui, contempliamo la sua passione per l’umanità, il suo cuore che si spezza, la sua vita che si fa dono d’amore. Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza”, con queste parole, papa Leone XIV comincia la sua omelia. In Gesù , Leone XIV vede “la luce del mondo, mentre le tenebre stanno per ricoprire la terra”. Gesù che è vita “mentre si compie il piano per condannarlo a morte” così sottolinea il pontefice.
Un’omelia quella di papa Leone XIV che si concentra sul tema della pace, tanto preziosa per il mondo di oggi. Un Re della pace: “Come Re della pace, entra in Gerusalemme in groppa a un asino, non a un cavallo”, sottolinea il pontefice.
Sottolinea, poi, il silenzio di Cristo, “mentre veniva caricato delle nostre sofferenze e trafitto per le nostre colpe”. Nessuno può giustificare la guerra, “tuona” papa Leone XIV, “usando” Dio. I n Gesù – ricorda il pontefice – è possibile vedere “i crocifissi dell’umanità.Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra”.
E conclude con una citazione. Cita il Servo di Dio, il vescovo Tonino Bello. Prega la Vergine, papa Leone XIV e lo fa con una poesia del vescovo molfettano: «Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. […] E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera»” . E al popolo di Dio non rimane altro che rispondere con un “Amen”.
L’Angelus
Un appello alla pace, una preghiera sentita, forte, per i cristiani del Mediorente che “non possono vivere i riti della Settimana Santa” ma che “partecipano in modo reale alla sua sofferenza”. Così papa Leone XIV prima della preghiera mariana dell’Angelus. E continua: “La loro prova interpella la coscienza di tutti. Eleviamo la nostra supplica al Principe della Pace affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace. Desidero anche affidare al Signore i marittimi che sono vittime della guerra. Prego per i defunti, per i feriti e per i loro familiari”.
E, conclude: “Terra, cielo e mare sono creati per la vita e per la pace. E preghiamo per tutti i migranti morti in mare, in particolare per quelli che hanno perso la vita nei giorni scorsi al largo dell’isola di Creta”. E prima della preghiera dell’Angelus: “Insieme ci rivolgiamo ora alla Vergine Maria, affidando alla sua intercessione ogni nostra supplica. Lasciamoci guidare da lei in questi giorni santi, per seguire con fede e con amore Gesù, nostro Salvatore”.





