Le reliquie dei santi vescovi di Como Rubiano e Adalberto (vissuti nel VII secolo d.C.) ora riposano in Cattedrale. Giovedì 4 giugno, alle ore 10.00, il Vescovo, cardinale Oscar Cantoni, ha presieduto in Duomo la Santa Messa solenne durante la quale è stata compiuta la traslazione delle reliquie dei due pastori della Chiesa comense.
L’evento ha concluso un lungo percorso di ricognizione, studio e ricomposizione delle reliquie, che nel corso dei secoli hanno conosciuto diverse collocazioni tra la basilica di Sant’Abbondio, la Cattedrale e la basilica della Santissima Annunciata (con un passaggio anche dall’antica chiesa di San Giovanni in Pedemonte). A partire dagli anni Novanta del secolo scorso, per volontà del vescovo Alessandro Maggiolini, sono state avviate le operazioni di ricognizione e riordino dei resti, culminate solo nel 2022 con il ricongiungimento delle reliquie.
Le operazioni sono state condotte alla presenza di esperti e testimoni, come documentano i verbali custoditi presso la Lipsanoteca (ovvero l’archivio delle reliquie) Diocesana. Dopo un accurato intervento conservativo (il trattamento è stato realizzato dalle religiose del Monastero della Visitazione in Como), le reliquie sono state ricomposte in un’unica urna che accoglie anche significativi frammenti ossei di altri santi vescovi comensi dei secoli VI e VII: Eusebio, Eutichio, Eupilio e Agrippino.
Al termine della celebrazione, l’urna è stata collocata presso l’altare di Sant’Ambrogio in Cattedrale (il più antico, risalente al 1482), offrendo ai fedeli un rinnovato segno della continuità della fede e della storia della Chiesa di Como.
«Oggi si conclude il cammino tortuoso di queste reliquie – è la riflessione di don Guido Calvi, responsabile della Lipsanoteca – in una data significativa per la nostra Chiesa. Il 4 giugno, infatti, ricorre la memoria diocesana di un altro santo Vescovo comense, Eutichio. È un percorso di continuità sottolineato dalla presenza del cardinale Oscar, 115° Pastore della nostra diocesi».
Hanno concelebrato la Santa Messa i sacerdoti membri del Capitolo della Cattedrale, i referenti dell’Ufficio diocesano Arte Sacra, il priore della Basilica del SS. Crocifisso di Como (dove la maggior parte delle reliquie erano state conservate).
Di seguito il testo dell’omelia pronunciata dal Cardinale Oscar Cantoni durante la celebrazione.
Deposizione Reliquie Santi Vescovi di Como
FIGLIO MIO…
Paolo si rivolge con questo titolo a Timoteo, suo amato discepolo. Una espressione che esprime subito una spontanea confidenza, grande stima e fiducia, vicinanza di pensiero e di missione, affetto sincero e tenerezza non smodata. Paolo Esclude con questo termine nei confronti di Timoteo una sua possessività, creando così dipendenza, ma nello stesso tempo, vuole significare una partecipazione profonda alla sua missione, nella quale non sono escluse fatiche, sofferenze e persecuzione.
Figli e fratelli, titoli appropriati anche oggi, perché la Chiesa non è una ditta, non ci si tratta da dipendenti o sottomessi, ma vige una vicinanza affettuosa, stima e rispetto per ciascuno dentro ruoli e responsabilità diverse. Con una comunanza di intenti, una ricerca appassionata per una sintonia di pensiero, dove anche le diversità sono una ricchezza.
Il tempo non genera distanze. È bello affermarlo oggi, giorno in cui alcune reliquie di nostri vescovi vengono composte e conservate, come per ravvivare una vicinanza affettuosa tra loro e noi.
Sono persone che hanno amato e servito in particolare la nostra Chiesa, la stessa che ora anche noi cerchiamo di amare e servite non senza fatiche, ma con tutto l’ardore di cui siamo animati.
Ci hanno preceduto nel cammino della fede e ora continuano a vegliare su di essa e su ciascuno di noi in particolare. Anch’e essi hanno dovuto affrontare prove di ogni genere, a volte anche umiliazioni, ma le hanno accettate nel desiderio di testimoniare il Signore, di procurare il vero bene della comunità, senza la preoccupazione di difendere sé stessi, di far prevalere assolutamente sugli altri le proprie convinzioni o orientamenti, di difendere la propria autonomia o di cercare interessi o vantaggi personali.
Ricordati di Gesù Cristo, risorto dai morti. Questo è l’annuncio prioritario, il cuore della vita cristiana. È la gioiosa notizia a cui fare costantemente riferimento, nella certezza che la Chiesa è saldamente ancorata a Lui e alla forza del suo Spirito. Anzi dove nascono persecuzioni e tensioni contro i cristiani, lì la Chiesa si rinvigorisce. Dove scorre il sangue dei cristiani, le comunità cristiane riprendono nuovo slancio e nuovo vigore, come la storia della Chiesa ci conferma lungo i secoli e in tutte le latitudini.
Impegniamoci ad amare dentro la situazione storica nella quale sismo coinvolti, senza la pretesa che se fossimo in un’altra epoca tutto sarebbe migliore. Lasciamo che il Signore ci doni il fuoco del suo Spirito per amare e servire questa Chiesa e questa gente, così com’è. Con le situazioni storiche che affrontiamo, ma senza rimpianti e senza pretese. Il Signore anche oggi ha molte persone che lo amano e lo seguono anche in questi tempi impegnativi, ma ricchi di sorprese. Quelle dello Spirito Santo creatore.
Oscar card. CANTONI






